Uno stellario di emozioni firmate Alessandra Minervini

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Lei è Alessandra Minervini e vive di libri. In realtà, il suo amore è rivolto verso il mondo delle parole, che sono diventate il suo lavoro ma che, secondo me, sono anche la sua essenza.

E l’ho notato appena ho aperto il suo Stellario, l’ultimo testo che porta la sua firma (Revolver Edizioni, 2025): un’antologia di 17 racconti che parlano di vita. Ciò che emerge è una quotidianità fatta di momenti vissuti, di contraddizioni, di esistenze. Sono storie di donne, uomini, bambini, bambine che attraversano mondi, sfumature, immagini.
Tra le tematiche analizzate, quella che risalta su tutte è la maternità, vissuta nella sua imperfezione di madri che sono anche figlie e dove talvolta vedono i mille ruoli nei quali navigano sovrapporsi, oscillando in mezzo a una marea. Vengono travolte dalla vita, come in balìa delle onde, in un mare – a cui la Minervini è profondamente legata, tanto da inserirlo come elemento essenziale di molti dei suoi racconti – che disperde.

“Aveva riconosciuto l’odore del mare arricciato dal maestrale.” (A.M., Il Gran Sasso)

Delle maternità in crisi, strappate e demolite, nascoste da una risata fragrante che racconta le imperfezioni dell’essere umano di fronte alle difficoltà.
Insomma, Stellario è questo: la storia delle vite che ci passano accanto per strada, magari capaci di lasciarci stupiti o interdetti. Questa antologia va assaporata, un racconto alla volta, per godere di ogni piccola parte. Vanno accantonati i giudizi, con il solo obiettivo di conoscere ogni personaggio, ascoltarlo per poi lasciarlo andare come un amico di vecchia data incontrato davanti a un caffè.
La scrittura dell’autrice è emozionante: ogni parola viene maneggiata con cura come un perfetto artigiano che crea direttamente dalla mente attraverso le sue mani.
Questi racconti, in realtà, sono degli incontri. Ecco: Alessandra Minervini ci presenta degli incontri con il mondo. E io sono felice di essere entrata in questo Stellario.

Asia Pichierri