Truffa alla ASL di Taranto: indagati dipendenti e imprenditori

Sei persone, tra cui tre dipendenti della ASL di Taranto, risultano indagate nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Taranto su una presunta truffa

, perpetrata con il concorso di alcuni imprenditori, allo scopo di favorire una società con sede a Roma, con danno per l’Azienda di quasi 339 mila euro.

Il provvedimento cautelare è stato eseguito dai carabinieri del Nas su disposizione de Gip di Taranto Martino Rosati, che ha accolto parzialmente le richieste del pm inquirente Lanfranco Marazia che aveva chiesto anche la sospensione dei tre dipendenti della Asl. Nei confronti dei sei indagati, accusati a vario titolo, di truffa aggravata e continuata, è stato anche eseguito un sequestro di beni.

Gli indagati avrebbero costituito la società Tecnogest con sede a Roma, omonima di un’altra società con sede a Massafra sostituendo la prima alla seconda in un accordo transattivo raggiunto a stralcio di un procedimento civile con la Asl di Taranto (che si è concluso con sentenza in Tribunale nel luglio 2016). A seguito della transazione, la Asl di Taranto, indotta in errore dagli indagati, ha pagato 338mila euro alla società romana che non aveva alcun diritto nel giudizio.

Il gip Martino Rosati ha respinto «per mancanza di esigenze cautelari» la richiesta di interdizione che era stata avanzata dal sostituto procuratore Lanfranco Marazia nei confronti di Domenico Semeraro, direttore della struttura burocratica legale della Asl di Taranto; e Liana De Pasquale, assistente amministrativa addetta all’Ufficio Risorse economiche e finanziarie dell’Asl di Taranto. Un’altra indagata, Rossella Fischetti, ex direttore dell’Area Gestione Risorse finanziarie dell’Asl di Taranto, da alcuni mesi è stata trasferita ad altro ufficio pubblico.

Il gip Rosati ha applicato invece la misura cautelare del divieto di esercitare imprese o uffici direttivi delle persone giuridiche della durata di 12 mesi all’imprenditore Armando Parnasso, titolare del 55% delle quote della Tecnogest di Roma; a Nicola Spinello, consulente e legale della Tecnogest di Massafra e detentore del 45% delle quote della Tecnogest di Roma; e a Francesco Mingolla, amministratore unico delle due società Tecnogest avente identica denominazione. A Spinello è stata notificata anche la misura cautelare del divieto di esercitare la professione di avvocato per la durata di 12 mesi.