Tragedia all’acquapark di Gallipoli: dichiarata la morte cerebrale del bambino di 7 anni, dopo sei ore sarà certificato il decesso

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È stato dichiarato il decesso cerebrale nel primo pomeriggio di oggi del bambino di 7 anni rimasto coinvolto in un drammatico incidente domenica scorsa all’interno di un acquapark a Gallipoli. Ricoverato in condizioni critiche presso l’ospedale cittadino, dopo sei ore di osservazione è stato avviato il procedimento per la certificazione ufficiale del decesso.

Sulla vicenda, la Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta con l’iniziale ipotesi di lesioni gravissime, ma a seguito del peggioramento delle condizioni cliniche e del successivo decesso, il capo d’accusa potrebbe mutare in omicidio colposo. La decisione spetterà al pubblico ministero titolare del fascicolo.

Secondo gli accertamenti in corso, il piccolo si trovava inizialmente in una piscina a bassa profondità, insieme ad altri bambini. In seguito si sarebbe spostato da solo nella vasca più profonda, dove è avvenuto il presunto annegamento. Gli inquirenti hanno escluso l’ipotesi, riportata da alcune testate, di un gioco per trattenere il respiro finito tragicamente. Le cause esatte dell’incidente sono ancora da chiarire.

I genitori, residenti a La Spezia ma originari di Tricase, sono tra i primi ad essere stati ascoltati dagli investigatori. Il padre, in particolare, è stato il primo ad accorgersi che il figlio galleggiava immobile a pancia in giù sulla superficie dell’acqua e ha subito lanciato l’allarme. I soccorsi sono stati tempestivi: l’ambulanza è giunta con a bordo un infermiere che ha avviato le manovre di rianimazione, proseguite poi in ospedale. Purtroppo, ogni tentativo si è rivelato vano.

La tragedia ha lasciato sgomento non solo la famiglia del piccolo, ma l’intera comunità locale e i presenti al parco in quella domenica. Restano aperti interrogativi sulle misure di sicurezza presenti nella struttura e sulle dinamiche che hanno permesso al bambino di accedere alla piscina profonda.