Tensione post‑partita Taranto- A. Acquaviva a Manduria: cinque DASPO dopo gli scontri al “Dimitri”
La partita era finita da pochi minuti, ma allo stadio “Dimitri” di Manduria il clima si è rapidamente trasformato in un terreno di tensione. È qui, al termine dell’incontro “Taranto – Atletico Acquaviva” dello scorso 15 febbraio, che un gruppo di tifosi tarantini ha dato vita a una violenta protesta, convinto che la propria squadra non avesse mostrato il giusto impegno in campo.
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, alcuni sostenitori avrebbero forzato un cancello dell’impianto sportivo, riuscendo a introdursi all’interno dell’area riservata. L’intervento immediato delle Forze dell’Ordine ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente, evitando conseguenze ben più gravi per atleti, addetti ai lavori e spettatori.
Le indagini avviate dalla DIGOS hanno permesso, grazie all’analisi accurata delle immagini di videosorveglianza, di identificare cinque presunti responsabili dell’incursione. Non solo: gli stessi soggetti sarebbero stati coinvolti anche in una rissa scoppiata tra componenti dello stesso gruppo di tifosi. Due di loro erano già noti alle Forze dell’Ordine, avendo ricevuto in passato misure interdittive analoghe.
Al termine dell’attività investigativa, la Divisione Polizia Anticrimine ha trasmesso gli atti al Questore di Taranto, Michele Davide Sinigaglia, che ha firmato cinque provvedimenti di DASPO: tre della durata di cinque anni e due della durata di tre anni.
La misura, tra le più incisive nel contrasto alla violenza negli stadi, mira a tutelare la sicurezza pubblica e a preservare il corretto svolgimento delle manifestazioni sportive. Un richiamo forte e chiaro: il calcio, anche nelle categorie minori, non può diventare terreno di sfogo per comportamenti aggressivi che nulla hanno a che vedere con la passione sportiva.

