Taranto. Incontro tra sindacati e Capo di Stato Maggiore della Marina:
di Amministratore ·
Taranto torna al centro del dibattito sul futuro della Difesa e, in particolare, del personale civile della Marina Militare. Questa mattina, presso la Base Navale di San Vito, si è svolto un incontro tra le Organizzazioni sindacali e il nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l’ammiraglio Enrico Berutti Bergotto.
Un confronto definito “franco” dalla Cisl Fp, che ha colto l’occasione per portare all’attenzione dei vertici militari le numerose criticità che interessano il territorio ionico e quello di Brindisi.
Al centro dell’intervento della Segreteria territoriale della Cisl Fp Taranto Brindisi, formalizzato in un documento consegnato al Capo di Stato Maggiore, il tema della tenuta industriale degli stabilimenti della Marina e dell’Arsenale. Per il sindacato non è più rinviabile la presentazione di un chiaro piano industriale che definisca prospettive, competenze e rapporti con l’industria privata, evitando il rischio che le strutture della Marina si trasformino in “scatole vuote”, depauperate di professionalità e conoscenze a vantaggio di lobby del settore Difesa, senza reali ricadute positive su occupazione ed economia locale.
La Cisl Fp ha inoltre sottolineato la necessità di un’analisi comparativa dei costi tra attività svolte internamente e quelle esternalizzate, ribadendo come il personale civile rappresenti una risorsa strategica e anche economicamente più sostenibile, da valorizzare piuttosto che da ridurre.
Altro nodo centrale è quello degli organici. La carenza di personale civile viene definita “drammatica” e inserita in una più ampia crisi del sistema Difesa, aggravata – secondo il sindacato – dal fallimento della legge 244 del 2012. L’obiettivo dichiarato della Cisl Fp Difesa resta il ripristino di 30 mila unità di personale civile a livello nazionale, senza le quali, viene evidenziato, il solo territorio ionico rischierebbe la perdita di almeno duemila posti di lavoro.
Netta la posizione sui tagli occupazionali: Taranto e Brindisi, afferma la Cisl Fp, non accetteranno riduzioni di personale e chiedono la riapertura della vertenza Difesa con il pieno coinvolgimento delle istituzioni locali. Tra le richieste, concorsi più rapidi, l’utilizzo di banche dati e un numero di posti adeguato alle reali esigenze.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al personale transitato, considerato una risorsa preziosa che può e deve essere impiegata in attività logistiche e di supporto – dalla vigilanza ai servizi portuali, fino agli impianti tecnologici e all’assistenza alle unità navali – per evitare nuove e costose esternalizzazioni.
Non meno critico il giudizio sulla gestione dei servizi di protezione sociale destinati al personale civile. Secondo la Cisl Fp, gli Organismi di Protezione Sociale, come Saint Bon e la Sezione Nautica, si sono progressivamente trasformati in attività speculative, arrivando a episodi emblematici come la vendita, definita “per errore”, di una parte dello stabilimento di Saint Bon, vicenda ancora irrisolta. Un processo che avrebbe sottratto ai lavoratori la gestione di servizi pensati per loro e per le loro famiglie, affidandoli a soggetti privati con logiche di profitto o di propaganda politica.
Per il sindacato, lo spirito originario della protezione sociale può essere recuperato solo restituendo la gestione di queste attività ai dipendenti civili cui sono destinate.
La mobilitazione della Cisl Fp Taranto Brindisi, assicura il Segretario Territoriale Umberto Renna, proseguirà finché non arriveranno risposte concrete sul futuro del personale civile e sulla salvaguardia del ruolo strategico della Difesa nel territorio.

