Taranto. Caso BOC: il Comune non dovrà restituire i 250 milioni. Soddisfazione, ma resta l’attesa per la Cassazione

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Il Comune di Taranto non dovrà restituire i 250 milioni di euro del maxi prestito obbligazionario sottoscritto nel 2004. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Lecce, che ha dichiarato immorale il contratto stipulato all’epoca con l’istituto bancario poi confluito in Banca Intesa.

Una decisione che scongiura il rischio di un nuovo dissesto finanziario per Palazzo di Città e consente all’ente di mantenere un accantonamento prudenziale di oltre 40 milioni di euro, risorse che in caso di esito negativo sarebbero state destinate alla restituzione del debito.

La vicenda dei Buoni Obbligazionari Comunali (BOC) risale a oltre vent’anni fa, quando l’amministrazione guidata dalla sindaca Rossana Di Bello approvò l’operazione da 250 milioni di euro per estinguere mutui pregressi e finanziare opere pubbliche nelle periferie. Dopo due gradi di giudizio favorevoli al Comune e un rinvio della Cassazione nel 2019, la Corte d’Appello ha ora escluso l’obbligo di restituzione delle somme.

Resta tuttavia da capire se l’istituto bancario deciderà di proporre ricorso in Cassazione.

Le reazioni politiche

«La sentenza permette finalmente alla città di guardare avanti senza il peso di un debito che avrebbe compromesso ogni prospettiva di sviluppo», ha dichiarato il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, sottolineando come il verdetto restituisca «serenità e margini di azione» all’amministrazione. Il primo cittadino ha ringraziato la struttura comunale e il collegio legale, con un riferimento particolare agli avvocati Ulisse Corea e Andrea Sticchi Damiani, per il lavoro svolto in un contenzioso durato oltre vent’anni.

Più prudente il commento del Movimento 5 Stelle. In una nota, il senatore Mario Turco parla di una notizia positiva perché «scongiura un nuovo dissesto», ma avverte: «Il Comune si è salvato per un cavillo giuridico. La vera sfida resta quella di non ripetere gli errori del passato e di affrontare le grandi questioni ancora aperte: sanità, lavoro, giovani, ambiente e sviluppo».

Dal Partito Liberaldemocratico arriva invece una lettura fortemente positiva della sentenza. «Si chiude una vicenda che ha inciso profondamente sulla vita amministrativa della città e si apre una nuova stagione di sviluppo», si legge nel comunicato, che riconosce l’impegno dell’amministrazione Bitetti e del consigliere comunale Antonio Quazzico, vicepresidente della Commissione Bilancio, per il lavoro svolto sul dossier.

Una pagina storica che si chiude, dunque, ma con l’attenzione ancora rivolta ai prossimi passi giudiziari e alle scelte che l’amministrazione sarà chiamata a compiere sul futuro finanziario della città.