Taranto. Bakary Sako inseguito e ucciso in Piazza Fontana: fermati cinque giovani, quattro minorenni. Video
Prima le minacce, poi un pugno al volto e infine un violento pestaggio culminato con diverse coltellate. Sarebbe questa, secondo la ricostruzione degli investigatori, la drammatica sequenza dell’omicidio di Bakary Sako, il 35enne cittadino maliano ucciso all’alba di sabato scorso in Piazza Fontana, a Taranto.
Secondo quanto emerso dalle indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica di Taranto e dalla Procura per i Minorenni, intorno alle 5.20 del mattino la vittima avrebbe raggiunto la piazza in bicicletta. Poco dopo sarebbe stata avvicinata da due ragazzi a bordo di uno scooter, ai quali si sarebbero aggiunti altri tre giovani.
Il gruppo avrebbe iniziato a rivolgersi al 35enne con atteggiamento intimidatorio fino a colpirlo con un pugno al volto. Bakary Sako avrebbe quindi tentato di fuggire, ma sarebbe stato inseguito, raggiunto e colpito con estrema violenza attraverso calci, pugni e fendenti al petto e al fianco destro.
Gravemente ferito, l’uomo sarebbe riuscito a entrare all’interno di un bar della zona, dove si sarebbe poi accasciato. Successivamente sarebbe stato trascinato all’esterno del locale e lasciato agonizzante sul selciato di Piazza Fontana.
Quando sul posto sono arrivati i sanitari del 118, allertati da una segnalazione, le condizioni del 35enne erano ormai disperate. I tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili e i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Durante la prima ispezione cadaverica, il medico legale ha riscontrato la rottura di un incisivo e tre ferite da arma da taglio compatibili con gravi lesioni interne.
Le indagini avviate immediatamente dalla Polizia di Stato, con il lavoro congiunto della Squadra Volante, della Polizia Scientifica e della Squadra Mobile, hanno consentito in poche ore di raccogliere gravi indizi nei confronti dei presunti responsabili grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e alle testimonianze raccolte.
Nel tardo pomeriggio di ieri gli agenti hanno eseguito cinque decreti di fermo di indiziato di delitto emessi dalle Procure competenti nei confronti di quattro minorenni e di un maggiorenne.
Durante le perquisizioni sono stati sequestrati alcuni capi di abbigliamento che i giovani avrebbero indossato durante l’aggressione, riconosciuti attraverso le immagini delle telecamere di sorveglianza.
Inoltre, nei pressi dell’abitazione del presunto autore materiale dell’accoltellamento, gli investigatori hanno rinvenuto l’arma ritenuta compatibile con il delitto: un coltello a serramanico nascosto all’interno di una siepe in una zona impervia.
I quattro minorenni sono stati accompagnati nei Centri di Prima Accoglienza di Lecce e Bari, mentre il maggiorenne è stato trasferito nella Casa Circondariale di Taranto.
Per tutti gli indagati resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Il commento
Sull’operazione è intervenuto anche il parlamentare di Fratelli d’Italia Giovanni Maiorano, che ha espresso “plauso e congratulazioni alla Polizia di Stato, alla Squadra Mobile di Taranto, agli investigatori e alla magistratura per il lavoro rapido, serio e puntuale svolto sin dalle prime ore successive al delitto”. Secondo Maiorano, “l’individuazione in poche ore dei presunti responsabili rappresenta un importante risultato investigativo”, sottolineando al tempo stesso la necessità di una riflessione sul crescente disagio sociale e sul coinvolgimento di giovanissimi in episodi di estrema violenza.

