Taranto, ambulanza del 118 presa di mira durante un soccorso: la UIL FP denuncia: “Violenza intollerabile, servono tutele per gli operatori”
di Gloria Quaranta ·
Ancora violenza contro il personale sanitario dell’emergenza-urgenza. A Taranto, nel pomeriggio di martedì 10 giugno, un intervento del 118 in via Oberdan si è trasformato in una situazione ad alto rischio per i soccorritori, costretti a fronteggiare minacce, aggressioni e il lancio di oggetti contro l’ambulanza.
Secondo quanto ricostruito, l’episodio sarebbe stato provocato da un ragazzo di 17 anni già noto alle forze dell’ordine e ai servizi sociali per precedenti comportamenti violenti. Il giovane, nelle settimane precedenti, sarebbe stato protagonista di aggressioni in ambito familiare e del danneggiamento degli uffici dei Servizi sociali del Comune di Taranto.
L’intervento del personale sanitario era avvenuto nella stessa abitazione di via Oberdan dove in passato si erano già verificati episodi analoghi. Questa volta la situazione è rapidamente degenerata: contro i soccorritori sarebbero stati lanciati oggetti e coltelli, mentre alcuni colpi sono stati esplosi dal balcone con una pistola risultata successivamente essere una scacciacani.
Per gli operatori a bordo dell’ambulanza si è trattato di momenti di forte tensione, aggravati dalla consapevolezza di intervenire in un contesto già noto per la sua pericolosità.
A confermare la gravità dell’accaduto è stato anche il direttore del 118 di Taranto, Mario Balzanelli, che ha parlato di una “continua escalation di episodi sconcertanti”, sottolineando la necessità di garantire maggiori tutele agli operatori impegnati quotidianamente nei soccorsi.
La condanna della UIL FP
Sull’episodio è intervenuta con fermezza la UIL FP Taranto, che ha espresso piena solidarietà al personale coinvolto e ha denunciato quella che definisce una situazione ormai insostenibile.
Appresa la notizia dell’aggressione, i rappresentanti sindacali si sono immediatamente attivati per verificare le condizioni dei lavoratori. Dai racconti raccolti sarebbe emerso un elemento particolarmente preoccupante: per gli stessi operatori si tratterebbe della seconda aggressione subita in quella stessa abitazione e da parte dello stesso giovane.
«Siamo davanti all’ennesimo episodio vile e inaccettabile ai danni di lavoratrici e lavoratori che svolgono un servizio essenziale per la collettività», dichiara Giovanni Maldarizzi, segretario generale della UIL FP Taranto. «Non si può continuare a chiedere al personale del 118 di intervenire in contesti sempre più difficili senza adeguate tutele, senza il giusto riconoscimento professionale e senza un sistema capace di proteggerlo davvero. Le aggressioni contro il personale sanitario non possono essere considerate un rischio normale del lavoro: chi soccorre deve poter operare in sicurezza, con dignità e con strumenti adeguati».
Sulla stessa linea anche Vincenzo Palmieri, responsabile organizzativo della UIL FP Taranto, che evidenzia come il fenomeno delle aggressioni ai sanitari sia ormai strutturale.
«Questo episodio non è un fatto isolato, ma l’ennesimo segnale di un fenomeno allarmante che colpisce il personale sanitario e dell’emergenza. Da tempo chiediamo il riconoscimento giuridico e professionale della figura dell’autista-soccorritore, l’introduzione della patente di servizio per gli operatori dell’emergenza, maggiori garanzie, coperture assicurative e tutele legali per tutto il personale del 118. Servono inoltre protocolli operativi uniformi su scala nazionale e un allineamento dell’intero sistema di emergenza-urgenza. Non è più accettabile lasciare soli gli operatori mentre svolgono il proprio dovere».
La UIL FP conclude ribadendo che la sicurezza del personale sanitario deve diventare una priorità per istituzioni e aziende sanitarie. Un tema che, alla luce dell’ennesima aggressione registrata a Taranto, torna con forza al centro del dibattito sulla tutela di chi ogni giorno è chiamato a intervenire nelle situazioni più delicate e rischiose.



