Scuola: molti ragazzi sono tornati a frequentare “in presenza”

L’ANP Puglia ha reso noti i risultati di un sondaggio che ha proposto alle scuole pugliesi finalizzato a valutare il tasso di frequenza in presenza, stante l’attuale ordinanza regionale che ne vieta l’obbligo consentendo, invece, la cosiddetta “libera scelta” da parte delle famiglie della didattica a distanza, scelta insindacabile dalle scuole.

Queste “regole” – com’è noto – erano già in vigore dal mese di novembre dello scorso anno per le scuole elementari e medie e sono state estese, a partire da ieri 1 febbraio, anche alle superiori.

Hanno risposto al sondaggio 150 scuole, con una popolazione studentesca complessiva di oltre 110.000 alunni. – Afferma Roberto Romito Presidente regionale ANP Puglia – “Questi i risultati (percentuali degli alunni in presenza il giorno 1 febbraio sul totale degli alunni, per ciascun ordine di scuola):

·       scuola elementare 81,5%

·       scuola media 48,7%

·       scuola superiore 21,8%.

Possiamo confrontarli, almeno per i primi due ordini scolastici, con quelli che abbiamo riscontrato attraverso un analogo sondaggio che proponemmo in occasione del rientro dopo le vacanze natalizie, il giorno 7 gennaio scorso:

·       scuola elementare 49,6%%

·       scuola media 28,8%.

Come si vede, i dati registrano un notevolissimo incremento della frequenza in presenza rispetto a quelli di meno di un mese fa, nelle scuole del primo ciclo di istruzione; vicini addirittura al raddoppio, nella scuola media.

Li potremmo interpretare come l’accoglimento, da parte di tantissime famiglie, del segnale che abbiamo lanciato in ripetute occasioni, denunciando la nostra contrarietà all’ordinanza regionale, circa la preoccupazione che un prolungato uso della didattica a distanza stia creando negli alunni, in particolare nei più piccoli ed in quelli più fragili, un deficit educativo e formativo profondo in misura tale da far temere che possa essere addirittura incolmabile e, quindi, come una saggia “reazione” da parte loro pur con le cautele del caso, vista l’emergenza sanitaria in corso.

La storia prossima futura e le statistiche ci diranno sicuramente qualcosa in merito: aspettiamo i prossimi dati dell’OCSE e dell’INVALSI sugli apprendimenti nella scuola, in quella pugliese in particolare, che commenteremo con voi non appena saranno disponibili.

I più superficiali potrebbero pensare, invece, che la frequenza in presenza è più diffusa in quelle classi di età in cui i bambini ed i ragazzi sono “più difficili” da gestire in ambito casalingo e tramite la didattica a distanza: questo spiegherebbe anche il crollo della frequenza nelle scuole superiori. Se sposassimo totalmente questa tesi, che qualche fondo di verità ce l’ha pure, arriveremmo all’amara ma verosimile conclusione che si è contribuito, con le ordinanze pugliesi, a retrocedere la scuola a mero “parcheggio”. E anche questo l’avevamo denunciato, in più di un’occasione.

Ripeteremo il sondaggio fra qualche tempo e ne riparleremo.

E monitoreremo in maniera occhiuta anche la messa in esercizio, presso le scuole pugliesi, degli operatori scolastici sanitari recentemente istituiti con una deliberazione del nostro governo regionale.

Concludiamo con una nuova ennesima denuncia: nessuno, che si sappia, ha finora ufficialmente pubblicato i dati che abbiamo raccolto noi in forma, per così dire, “amatoriale”: non l’ha fatto il Ministero dell’Istruzione, non l’ha fatto l’Ufficio Scolastico Regionale. Ma non l’ha fatto neppure la Regione Puglia, che pure obbliga le scuole a comunicare ogni lunedì i dati rilevanti ai fini dell’andamento dei contagi ma anche quelli relativi alle frequenze deli alunni.

Qualcuno ci sa spiegare perché ciò non viene fatto, vista anche la facilità e la immediatezza con le quali essi possono esser raccolti e trattati?

Pensiamo che, prima ancora che come addetti ai lavori, ne avremmo diritto come cittadini. O no?

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