Scontri dopo Squinzano-Leverano: ultras in terapia intensiva, feriti altri tifosi. La società condanna la violenza

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Si aggravano le condizioni di uno dei tifosi coinvolti negli scontri avvenuti a Squinzano, in provincia di Lecce, durante la partita del campionato di Promozione girone B tra la squadra locale e il Leverano.

Un uomo di 35 anni, sostenitore dello Squinzano, è attualmente ricoverato in terapia intensiva presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, a causa delle gravi lesioni riportate al capo. Durante i disordini sarebbe stato colpito più volte alla testa con un cacciavite. Nella giornata di ieri è stato sottoposto a un intervento chirurgico e le sue condizioni restano critiche, sotto costante osservazione dei medici.

Il bilancio degli scontri è di quattro tifosi feriti: uno in maniera lieve, mentre altri due – appartenenti alle opposte tifoserie – hanno riportato la perdita di alcune dita a seguito dell’esplosione di bombe carta.

Sull’accaduto sono in corso le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Campi Salentina e del Comando provinciale di Lecce, impegnati a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabilità.

Nel frattempo è intervenuta anche la società Squinzano Calcio 1913, che ha espresso “profondo rammarico” per quanto accaduto, sottolineando come gli episodi si siano verificati durante la gara ma al di fuori dello stadio “De Ventura” e senza coinvolgere lo svolgimento dell’evento sportivo all’interno dell’impianto.

Il club ha condannato con fermezza ogni forma di violenza, ribadendo che simili comportamenti sono in netto contrasto con i valori dello sport. La società ha inoltre ricordato come lo stadio rappresenti da sempre un luogo di aggregazione per famiglie e appassionati, dove il calcio deve essere vissuto come momento di condivisione e serenità.

“Ogni episodio che si discosta da questi principi rappresenta una sconfitta per tutto il movimento sportivo”, si legge nella nota, che si conclude con un pensiero rivolto ai feriti e l’augurio di una pronta guarigione, ponendo al centro la tutela della salute e dell’integrità delle persone, al di sopra di ogni rivalità sportiva.