Lo si evince da una nota che l’AQP sta inviando direttamente ai Comuni:
“Le scarse precipitazioni continuano a mettere sotto stress le fonti di approvvigionamento e, secondo l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, la Puglia ha raggiunto il massimo livello di severità idrica. La disponibilità d’acqua nelle sorgenti è diminuita del 28% rispetto alla media degli ultimi dieci anni, mentre quella degli invasi è calata del 61%. E meno della metà di quest’acqua è effettivamente destinata all’uso potabile, il resto viene assorbito da usi irrigui e industriali. Su queste risorse gravano inoltre i prelievi interregionali (Campania e Basilicata oltre alla Puglia), un elemento che limita ulteriormente l’acqua disponibile. Lo scenario climatico futuro non promette miglioramenti: secondo i modelli previsionali, da qui alla prossima primavera ci attendono temperature sopra la media e precipitazioni scarse. Le uniche piogge davvero utili all’approvvigionamento sono quelle che cadono fuori regione, nel
le aree di alimentazione di invasi e sorgenti. Se le tendenze attuali saranno confermate, il 2026
rischia di essere il terzo anno consecutivo di crisi idrica, con sempre meno acqua potabile disponibile. ( … ) La Puglia e i comuni campani gestiti da AQP fin ora sono riusciti a resistere a questa crisi idrica, iniziata nel 2024, senza interruzioni al servizio, in controtendenza rispetto alle sofferenze registrate da ampie aree del Sud Italia. Un risultato frutto di una gestione che oggi riesce, grazie a innovazioni infrastrutturali e gestionali, a soddisfare il fabbisogno con un risparmio di 117 milioni di metri cubi d’acqua all’anno rispetto al 2009 (circa la quantità attualmente presente negli invasi del Sinni, Pertusillo e Fortore), oltre a determinare un netto
miglioramento nel recupero delle perdite di rete. Quella attuale è la quarta crisi idrica che colpisce la Puglia da inizio millennio, nonché una delle più severe. Acquedotto Pugliese, in coordinamento con Regione Puglia e Autorità Idrica Pugliese (AIP), da diversi anni sta affrontando il cambiamento climatico con un piano basato su tre direttrici: il risanamento e la digitalizzazione delle reti, con interventi in corso per 800 milioni di euro su 1.300 chilometri di condotte; il riuso, con 76 impianti di affinamento per sostenere l’agricoltura con oltre 130 milioni di metri cubi d’acqua all’anno; la ricerca di nuove fonti e la realizzazione di dissalatori, tra cui quello in costruzione a Taranto. Nonostante gli interventi di AQP e le misure già in atto da fine 2024, la situazione resta critica. Da lunedì 20 ottobre, saranno dunque attuate nuove