Sava, alloggi di viale Aldo Moro: Rossetti attacca l’amministrazione. “Un fallimento venduto come successo”
La consegna degli otto alloggi di edilizia residenziale pubblica di viale Aldo Moro a Sava diventa terreno di scontro politico. A intervenire è il consigliere comunale di opposizione del Partito Democratico, Giulio Rossetti, che contesta i toni celebrativi utilizzati dall’amministrazione comunale e punta l’attenzione sui tempi di realizzazione dell’intervento.
“Diciamo la verità ai cittadini: un fallimento venduto per successo!”, esordisce Rossetti, che pone al centro della sua critica la lunga attesa affrontata dalle otto famiglie assegnatarie degli alloggi.
Secondo il consigliere, infatti, oltre alla soddisfazione per la consegna delle abitazioni sarebbe stato necessario rivolgere un’attenzione particolare ai ritardi accumulati e ai disagi subiti dalle famiglie, costrette ad attendere quasi dieci anni per poter entrare nelle nuove case.
Rossetti prende quindi posizione rispetto al messaggio diffuso dal sindaco, che ha salutato come un risultato importante la consegna degli alloggi ai legittimi assegnatari. Una lettura che il consigliere di minoranza non condivide.
“Il sindaco ritiene di doversi mettere al collo una nuova medaglia per aver portato a compimento un intervento durato sicuramente troppo”, sostiene Rossetti, secondo il quale la vicenda rappresenterebbe invece “un fallimento dell’amministrazione Pichierri e della precedente”.
Alla base della sua contestazione ci sono soprattutto le tempistiche dell’opera. I lavori, ricorda il consigliere, sono iniziati il 14 aprile 2016 e, secondo quanto previsto dal contratto, avrebbero dovuto essere completati in 295 giorni lavorativi. L’intervento è invece arrivato alla conclusione dopo un ritardo che Rossetti quantifica in quasi dieci anni.
“Un’opera con inizio lavori del 14 aprile 2016, con lavori previsti da contratto che si dovevano ultimare in 295 giorni lavorativi, ultimata con quasi 10 anni di ritardo non può che rappresentare un fallimento”, afferma.
Il consigliere contesta inoltre la possibilità di attribuire il ritardo esclusivamente a problematiche tecniche. A sostegno della propria posizione richiama la documentazione ottenuta attraverso un accesso agli atti presentato il 12 agosto 2025.
“Dalla documentazione ricevuta – afferma Rossetti – risulta che l’ultima proroga concessa prevedeva l’ultimazione dei lavori al 31 ottobre 2018, dopodiché il vuoto, nient’altro”.
Rossetti respinge anche le critiche rivolte alla minoranza, accusata a suo dire di non aver approfondito le ragioni tecniche che avrebbero determinato i ritardi. Il consigliere del Pd rivendica le iniziative intraprese negli anni, citando numerose interrogazioni consiliari, richieste di accesso agli atti e un esposto presentato alla Procura e alla Corte dei Conti.
“Ci metto sempre la faccia in tutto quello che faccio, sempre!”, sottolinea.
Al di là dello scontro politico, Rossetti conclude il suo intervento rivolgendo un augurio alle otto famiglie che hanno finalmente ricevuto le abitazioni: “Di vero cuore ad ogni famiglia beneficiaria, che si possano godere le nuove case”.

