Salento in fiamme: uliveti secchi divorati dagli incendi, nubi tossiche sopra campi e paesi
I roghi continuano a devastare il paesaggio salentino, con centinaia di ettari di uliveti ridotti in cenere e nubi tossiche che si alzano sopra campi e centri abitati. A bruciare sono in particolare gli alberi seccati dalla Xylella, divenuti ormai torce naturali a causa dell’abbandono e delle sterpaglie che alimentano incendi sempre più violenti, con temperature che raggiungono anche i 750 gradi.
E’ quanto denuncia Coldiretti Puglia rispetto alla strage che si ripete ogni anno lasciando paesaggi lunari in Salento.
Le fiamme colpiscono aree agricole e terreni lasciati incolti, dove spesso prendono fuoco anche tubazioni di impianti di irrigazione, materiali plastici e rifiuti, contribuendo alla formazione di fumi densi e pericolosi per la salute pubblica. Le conseguenze sono pesanti non solo per l’ambiente, ma anche per le comunità locali, costrette a convivere con aria irrespirabile e scenari spettrali, in piena stagione turistica.
Il fenomeno, che si ripresenta ogni estate, è aggravato dal cambiamento climatico, con temperature record e lunghi periodi di siccità che favoriscono il propagarsi rapido delle fiamme. In questo contesto, ogni ettaro bruciato comporta costi stimati in oltre diecimila euro tra interventi immediati e danni ambientali a lungo termine.
Accanto alle cause naturali, preoccupa anche l’azione dolosa di piromani e la disattenzione diffusa verso una problematica che rischia di avere conseguenze permanenti sul fragile equilibrio ambientale della zona. La mancanza di manutenzione dei terreni colpiti dalla Xylella, spesso in attesa di espianti o reimpianti, contribuisce a rendere il territorio ancora più vulnerabile.
In prima linea nella segnalazione e nella lotta agli incendi ci sono spesso gli agricoltori locali, che svolgono un ruolo fondamentale come sentinelle del territorio, pur esponendosi a gravi rischi. Ma per fermare l’emergenza, servono misure strutturali: interventi rapidi di prevenzione, snellimento burocratico per la gestione delle aree agricole compromesse, e una strategia coordinata per proteggere ambiente, salute pubblica e turismo.
Secondo il sistema meteorologico europeo Copernicus, nell’anno da giugno 2024 a maggio 2025 la temperatura media è aumentata di +0,69°C rispetto alla media 1991-2020 e di +1,57°C rispetto all’era preindustriale, confermando una tendenza alla tropicalizzazione del clima che rende il Salento sempre più esposto a incendi devastanti.

