Roghi estivi, basta emergenze: il territorio chiama alla prevenzione. Incontro a Punta Prosciutto

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Ogni estate, lungo il litorale jonico-salentino, ettari di vegetazione e habitat faunistici vengono cancellati dagli incendi. Macchia mediterranea, dune costiere, nidi di avifauna protetta: un patrimonio naturale che impiega decenni per rigenerarsi, ma che può essere distrutto in poche ore. A ogni rogo, il territorio perde biodiversità, stabilità ecologica e attrattività turistica. E le comunità locali, ormai stremate, assistono a un copione che si ripete: fiamme, emergenza, interventi tardivi, silenzi.

Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa “Patto tra cittadini e istituzioni per la salvaguardia del territorio e la mitigazione del rischio incendi”, un incontro pubblico che punta a cambiare approccio: non più solo gestione dell’emergenza, ma prevenzione strutturale.

L’appuntamento è fissato per il 31 luglio alle ore 20.30, nella suggestiva cornice di Masseria Prisutì, a Punta Prosciutto – Porto Cesareo. A organizzarlo è l’Associazione “Valorizziamo Punta Prosciutto”, da anni impegnata nella tutela dell’area.

All’incontro parteciperanno figure istituzionali di primo piano:

  • Toni Matarrelli, Presidente del Consiglio della Regione Puglia
  • Antonio Iazzi, Sindaco di Avetrana
  • Domenico Sammarco, Sindaco di Manduria
  • Francesco Schito, Sindaco di Porto Cesareo
  • Fernando Moschettini, Dirigente Tutela Ambientale della Provincia di Lecce
  • Pippo Castellaneta, imprenditore, Masseria La Grande – Nardò

Un tavolo di confronto che vuole segnare una svolta. «La salvaguardia del nostro patrimonio naturale non può dipendere solo dagli interventi a fiamme già alte», dichiara l’Associazione. «Serve una strategia integrata di prevenzione, monitoraggio e pianificazione urbanistico‑ambientale. Una vera alleanza tra cittadini e istituzioni, per ridurre il rischio incendi prima che sia troppo tardi».

L’obiettivo è chiaro: creare un modello di prevenzione partecipata, con pattugliamenti volontari, segnalazioni tempestive, mappatura delle aree sensibili, manutenzione del territorio, controlli mirati e una pianificazione che tenga conto della fragilità ambientale.

Perché ogni incendio non è solo un evento: è una perdita. E ogni perdita, se non contrastata, diventa una ferita permanente.