Rivelazioni: il vernissage di Alessandra Imperiale che cattura lo sguardo e scalda il cuore
Incastonata nel cuore del centro storico di Grottaglie, la Mostra d’Arte Rivelazioni di Alessandra Imperiale si propone essere un gioiello che, oltre a soddisfare le aspettative dell’artista, induce il fruitore a riflessioni che non lasciano spazio alla leggerezza, ma anzi lo accompagnano nei meandri della meditazione.
Avvolto dall’energia del colore rosso, caro all’artista, il vernissage prende forma attraverso le opere che si concedono al visitatore quasi fossero la seconda anima della pittrice, in un gioco di espressività dei soggetti dipinti che, a loro volta, dialogano con chi si appresta ad entrare in sintonia con gli stessi. I profili e i dipinti di donna rivelano emozioni, sensazioni e percezioni che, in un crescendo di pensieri e meditazioni, offrono punti di vista diversi, quasi a voler cogliere in un tutt’uno il fine dell’artista: donare agli occhi di chi li scruta momenti di quotidianità, parole sussurrate, sguardi modesti, malinconie lontane che definiscono la dolce complessità dell’esser donna. La pittura a olio usata per le opere ne potenzia il contenuto, sprigionando la creatività di un pennello che, guidato con maestria, solca i contorni di volti di donna che racchiudono speranze, desideri ed aspettative, quasi a voler rivelare aspetti e momenti di attimi quotidiani.
Grande soddisfazione per l’artista, che si dice gratificata dalla riuscita dell’evento. Di professione avvocata, madre e moglie, Alessandra Imperiale evidenzia come la pittura le abbia riconsegnato la seconda dimensione di sé stessa e che, pulsando da sempre nelle sue vene, si era un po’ assopita: “Ho sempre amato l’arte figurativa e i colori, che rappresentano l’estensione del mio animo. Pur seguendo un percorso lavorativo differente che comunque mi regala soddisfazioni, la parte più creativa di me la tenevo chiusa a chiave, inconsciamente, in attesa di liberarla nel momento opportuno. Così, qualche anno fa, entrando nel laboratorio di Carmine Antonucci, sono rimasta affascinata: i colori, le tele, i fogli da disegno, il profumo di olio hanno spezzato le catene di uno scrigno intimo che, apertosi al mondo, ha sprigionato una forte sensazione di liberazione. Il trasporto, la passione e il coinvolgimento mi hanno fatto capire che ero nel posto giusto, pronta a dare sfogo alle mie emozioni e capacità. La scelta di dipingere donne, sia di profilo che in modo frontale, mi permette di dare sfogo all’emozione che provo in quel momento. Così ogni quadro, che ha un nome di donna, possiede quell’ardente desiderio di capire se lo spettatore ne coglie la bellezza, l’intimità, la profondità di un’espressione, quasi a volersi sovrapporre alla mia personale voglia e necessità di capire se realmente ciò che dipingo produce un’emozione in chi lo osserva.”
Come il dipinto Emma, che concede all’osservatore uno sguardo deciso e fiero, autentico nella sua pacatezza. La nera chioma fluente, impreziosita da educate pennellate di un blu corvino, le regalano lucentezza e imponenza, un apparente contrasto che ha da sfondo il color oro. L’arte, che nel corso dei secoli si è evoluta assieme all’umanità, ha concesso all’uomo una possibilità vitale: usare la sua funzione comunicativa, catartica ed emotiva per rappresentare al meglio ogni istante, ogni momento che la mano sapiente di un pittore trasferisce in un dipinto. Ed allora, se dipingere è stata la scelta giusta, giungano i migliori auguri ad Alessandra che, ascoltando la sua passione e sprigionando la magia della sua seconda dimensione, ha regalato ai tanti fruitori momenti di riflessione e sana spensieratezza.
Francesca Rita Nardelli

