Il sindaco di Sava, Gaetano Pichierri, interviene per chiarire le motivazioni che hanno portato alla revoca della delega assessorile a Mirko Piccolo, dopo le dichiarazioni delle consigliere comunali Nadia Stranieri e Annarita Biasi che hanno precisato di non aver mai richiesto l’allontanamento dell’assessore.
In una lunga nota, il primo cittadino ripercorre le ragioni politiche e istituzionali alla base della decisione, soffermandosi sul venir meno del sostegno del gruppo di riferimento, sul rapporto fiduciario con l’assessore e sugli equilibri della maggioranza consiliare.
Ho letto con attenzione le dichiarazioni delle consigliere comunali Nadia Stranieri e Annarita Biasi, che affermano di non aver mai richiesto la revoca dell’assessore Mirko Piccolo. Tengo a precisare che non ho mai detto né scritto nulla di simile. Ritengo però doveroso spiegare ai cittadini le ragioni che hanno portato alla revoca del mandato assessoriale. Si tratta di una decisione importante, che ogni sindaco assume nell’esercizio delle proprie prerogative e che deve necessariamente poggiare su motivazioni politiche solide e ben definite. Partiamo proprio da queste. Ogni assessore è espressione, all’interno della Giunta, di un gruppo politico o di una forza rappresentata in Consiglio comunale che sostiene il Sindaco e l’azione amministrativa. Nei giorni scorsi ho contattato singolarmente le consigliere comunali di Impegno Civico per convocarle e aprire un confronto politico sul futuro del percorso amministrativo. Entrambe mi hanno riferito chiaramente di non voler più proseguire l’esperienza politica con questa Amministrazione e che un eventuale incontro sarebbe stato soltanto una “perdita di tempo”. Hanno altresì precisato di non avere alcun problema personale nei miei confronti, ma che le loro valutazioni erano esclusivamente di natura politica. Di fronte a una chiusura così netta, non potevo fare altro che prenderne atto. Venendo meno il sostegno politico del gruppo consiliare di riferimento, è venuto meno anche il presupposto politico che legava l’assessore Mirko Piccolo all’attuale maggioranza. Credo che questo rappresenti l’ABC della politica amministrativa. Per tale ragione ho proceduto alla revoca della delega assessoriale. Queste sono le motivazioni prettamente politiche della mia decisione. Per correttezza e trasparenza nei confronti dei cittadini, devo però aggiungere ulteriori elementi. Negli ultimi mesi ho registrato un crescente malcontento da parte dell’assessore Piccolo. In più occasioni ho cercato un confronto diretto convocandolo informalmente nel mio ufficio, senza ottenere disponibilità. Per riuscire ad avere un incontro ho dovuto ricorrere addirittura a una convocazione tramite PEC, circostanza che considero francamente inconcepibile nel rapporto istituzionale e fiduciario che dovrebbe esistere tra un sindaco e un assessore. Durante quell’incontro, durato pochi minuti, l’assessore Piccolo mi ha manifestato l’intenzione di valutare un percorso politico alternativo rispetto a questa Amministrazione. Già questa affermazione, a mio avviso, sarebbe stata sufficiente per indurre qualsiasi sindaco a revocare la delega, prendendo atto della evidente mancanza di fiducia nei confronti del Sindaco e della maggioranza. Nonostante ciò, nell’ottica della continuità amministrativa e nel tentativo di trovare una soluzione condivisa, abbiamo cercato di mantenere aperto il dialogo. Sempre per rispetto della verità e dei cittadini, devo inoltre evidenziare che Mirko Piccolo, insieme ad altri componenti dell’amministrazione, ha avviato un tavolo di confronto con gruppi di opposizione finalizzato alla costruzione di una proposta politica alternativa all’attuale Amministrazione. Sia chiaro: il confronto politico è un valore della democrazia e va sempre rispettato. Tuttavia, ritengo che non sia compatibile partecipare a percorsi alternativi mentre si continua a far parte dell’Amministrazione che si dovrebbe sostenere. Il buon senso politico e la serietà istituzionale impongono che prima si interrompa un’esperienza amministrativa e solo successivamente si costruiscano progetti politici alternativi. Esigo rispetto personale e politico. Credo di aver sempre dimostrato rispetto nei confronti di tutti, ma ho il dovere di rispettare anche me stesso, il ruolo che ricopro e la dignità dell’istituzione che rappresento. Per questo motivo tale situazione non era più tollerabile. La revoca di un assessore è senza dubbio un atto forte. Proprio per questo deve essere motivata. Alla luce di quanto esposto, ritengo che sia stato un atto non solo legittimo, ma doveroso, nel rispetto del Sindaco, dell’Amministrazione, della maggioranza e soprattutto dei cittadini che ci hanno accordato la loro fiducia. Sono consapevole che questa decisione abbia modificato gli equilibri politici dell’Amministrazione. Tuttavia, l’ho assunta anche per verificare la tenuta e la stabilità della maggioranza in Consiglio comunale. Solo la presenza di una maggioranza chiara, coesa e responsabile può consentire di continuare ad amministrare al meglio questa splendida città. Questi sono i fatti. Esistono certamente ulteriori sfumature e aspetti che potranno eventualmente essere approfonditi in futuro, ma ritengo che le ragioni alla base della revoca dell’assessore Mirko Piccolo siano state illustrate in modo chiaro e trasparente. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento politico che ritengo opportuno evidenziare. Nel panorama politico savese, Mirko Piccolo si è sempre dichiarato parte integrante del gruppo Impegno Civico, identificandosi pubblicamente e politicamente con tale progetto amministrativo. Tuttavia, né da parte sua né da parte delle consigliere comunali Nadia Stranieri e Annarita Biasi è mai stata formalizzata una diversa collocazione politica o un eventuale passaggio a Forza Italia. Questo ha determinato una situazione di evidente ambiguità politica. Non è infatti possibile continuare a rivendicare l’appartenenza a un gruppo che ha dichiarato di non voler più sostenere l’Amministrazione, senza chiarire ufficialmente quale sia il proprio posizionamento politico. La trasparenza verso i cittadini impone coerenza tra le dichiarazioni, i comportamenti e le scelte politiche. Anche sotto questo profilo, la mancanza di una chiara collocazione politica e il venir meno del rapporto fiduciario con il gruppo consiliare di riferimento hanno contribuito a rendere inevitabile una valutazione complessiva della permanenza dell’assessore all’interno della Giunta comunale. Sono convinto che molti altri sindaci, nelle medesime condizioni, avrebbero assunto la stessa decisione. Probabilmente, alcuni lo avrebbero fatto anche prima.
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