“Racconti che curano”: a Sava un evento per ricucire legami attraverso le parole

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Ricucire legami, dare voce alle emozioni, trasformare la narrazione in uno strumento di cura e di comunità. È questa la finalità dell’evento “Racconti che curano: parole per ricucire legami”, in programma venerdì 23 gennaio 2026 alle ore 17.30 presso la Sala del Gusto di Sava (Taranto).

L’iniziativa, promossa con il patrocinio morale del Comune di Sava e realizzata in collaborazione con diverse realtà del territorio tarantino, nasce per rispondere a un’esigenza spesso invisibile ma profonda: mantenere e nutrire il legame affettivo tra genitori detenuti e i loro figli, contrastando l’isolamento emotivo che la detenzione può generare non solo in chi è recluso, ma anche nelle famiglie.

Durante l’incontro sarà presentato il progetto “Ali di Carta”, frutto della collaborazione tra Libera Manduria, Cipì Storybooks (Mattia Stefanelli), Consulta Giovanile di Sava, Coordinamento Provinciale di Libera Taranto, RadioSalento.net e La Mediana ETS. L’obiettivo è concreto e simbolico al tempo stesso: donare libri per bambini alla Casa Circondariale “Carmelo Magli” di Taranto, affinché le storie possano diventare un ponte emotivo tra chi vive la detenzione e i figli rimasti fuori.

Ma il progetto si inserisce in un percorso più ampio che guarda alla narrazione come pratica di cura, non solo all’interno delle mura carcerarie ma anche nella comunità, invitata a interrogarsi sul valore dell’ascolto, della responsabilità collettiva e delle connessioni autentiche.

Porteranno i saluti istituzionali Gaetano Pichierri, Roberta Friolo, Sabrina Zingaropoli, Emilia Antonucci e Flavia Però. Interverranno le dottoresse Lucia Antonia Longo, presidente de La Mediana ETS, e Tiziana Dimonopoli, psicologhe impegnate nella promozione del benessere emotivo. A moderare l’incontro sarà Mattia Stefanelli, Gaby Adviser e curatore del progetto Ali di Carta.

Nel corso del pomeriggio sarà inoltre possibile partecipare alla raccolta solidale di libri destinati alla Casa Circondariale “C. Magli” di Taranto.

Un gesto semplice, ma capace di lasciare un segno profondo: perché, a volte, le parole sanno davvero curare.