Purtroppo è lui: il DNA conferma che il corpo ritrovato in Libia è di Mimmo Piepoli

Condividi

Con un post pubblico, il sindaco di Erchie Giuseppe Margheriti ha annunciato l’esito dell’esame del DNA sui resti di un corpo rinvenuto lo scorso 2 luglio sulle coste libiche. L’identificazione è arrivata nella giornata odierna: si tratta di Mimmo Piepoli, il 39enne disperso in mare il 1° maggio durante un’uscita in kitesurf a Porto Cesareo. È il triste epilogo di una vicenda che per mesi ha tenuto con il fiato sospeso l’intera comunità.

Il sindaco ha espresso «profonda commozione» nel comunicare la notizia, sottolineando come familiari, amici e concittadini abbiano vissuto settimane di attesa e speranza, seguendo ogni aggiornamento nella speranza di un esito diverso. Con la conferma ufficiale, si attiverà ora la procedura di rimpatrio della salma, coordinata dal consolato italiano a Tripoli.

Nel suo annuncio, Margheriti ha rivolto un pensiero alla famiglia Piepoli e a tutti coloro che hanno condiviso l’angoscia di questi mesi: «Il mio sostegno e quello dell’intera Amministrazione comunale non mancherà in questo momento di grande dolore». Il sindaco ha inoltre ringraziato le autorità che si sono impegnate nelle ricerche e nel complesso percorso di identificazione: i Carabinieri della stazione di Erchie, il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e l’onorevole Mauro D’Attis, che hanno seguito personalmente la vicenda, offrendo supporto istituzionale e operativo.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla Dott.ssa Maria Gaia Pensieri, del Comitato Scientifico Ricerche Scomparsi ODV, che ha mantenuto un contatto costante con il Comune fornendo aggiornamenti quotidiani.

Il sindaco ha assicurato che la cittadinanza verrà informata su ogni sviluppo relativo al rientro della salma e alle esequie, che si preannunciano come un momento di grande partecipazione collettiva. La storia di Mimmo Piepoli, marito e padre, molto conosciuto e stimato, ha segnato profondamente Erchie e tutto il territorio ionico, mobilitando volontari, forze dell’ordine e istituzioni sin dal giorno della scomparsa.

Con la conferma del DNA, si chiude una lunga fase di incertezza e si apre quella del commiato, nel segno del dolore ma anche della vicinanza di un’intera comunità.