PAROLE, storie di ricordi ed emozioni

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È stato pubblicato in questi giorni il volume PAROLE, curato dalla prof.ssa Grazia De Punzio, prodotto finale del progetto di Scrittura Creativa promosso dall’Università della Terza Età di Manduria (TA).

Come ha scritto la Presidente, prof.ssa Maria Antonucci Rochira, non si tratta soltanto di una raccolta di testi, ma di un autentico spazio dell’anima, in cui la parola diventa strumento di conoscenza e condivisione. Il progetto nasce con l’intento di creare un ambiente creativo capace di risvegliare la consapevolezza emotiva, utilizzando la parola in tutte le sue espressioni: scritta, detta, evocata, accompagnata dal gesto e dal silenzio. Questo spirito è ben rappresentato dalla copertina del volume, realizzata dal professor Domenico Narducci, che restituisce visivamente il mondo interiore racchiuso nel libro. L’Università della Terza Età è una realtà diffusa su tutto il territorio nazionale, fondata in larga parte sul volontariato e orientata alla promozione culturale e sociale dei propri iscritti. È un luogo aperto e inclusivo, dove si coltivano passioni, si condividono interessi e, soprattutto, ci si incontra senza timore di giudizio. Uno spazio di “saperi” e di “fare”, in cui l’apprendimento diventa un atto di libertà. All’interno del laboratorio questa libertà prende forma concreta. Il gruppo si incontra, si mette in gioco e crea. Emergono vissuti, ricordi, desideri e aspettative che trovano accoglienza in un clima di ascolto autentico. La forza del gruppo risiede proprio nella capacità di sostenere e trasformare la fragilità in valore condiviso. In questo contesto nasce PAROLE, antologia che raccoglie una selezione dei racconti prodotti durante il corso di Scrittura Creativa dell’Unitre di Manduria, svolto negli anni accademici 2023–2024 in collaborazione con le Unitre di Paliano e Tradate.

 Il volume è il risultato di un intenso lavoro collettivo, fondato su disciplina, ascolto e desiderio sincero di mettersi in gioco. Il corso ha preso avvio in un periodo complesso, durante la piena emergenza Covid. La didattica a distanza, inizialmente vissuta come un limite, si è rivelata invece una preziosa opportunità: ha unito partecipanti di diverse regioni, superando le distanze fisiche e favorendo un confronto ricco e inaspettato. L’esperienza online ha permesso di scoprire il mondo Unitre nelle sue molteplici sfumature, intrecciando storie, culture e sensibilità differenti.

Il laboratorio si è trasformato così in uno spazio in cui emozioni e intuizioni hanno trovato la forza di diventare racconto. L’obiettivo non era solo scrivere bene, ma individuare e coltivare la propria voce narrativa attraverso tecniche, confronti e stimoli condivisi. Letture, musica, immagini, fotografie e disegni hanno accompagnato un percorso di crescita creativa e personale, dimostrando che la cultura non ha età né confini temporali: è un fiume che scorre e si rinnova.

Come ricorda Paul Ricoeur, “il sé si racconta”: nel narrare, ciascuno ricompone frammenti di vita trasformandoli in una trama di senso. È ciò che hanno fatto i partecipanti al laboratorio, offrendo a sé stessi e agli altri la possibilità di riconoscersi in un filo comune. Scrivere, leggere e ascoltare le storie altrui è diventato un modo per abitare insieme il mondo, costruendo un “noi” capace di accogliere la diversità e trasformarla in ricchezza.

Da questo desiderio di condivisione nasce un libro da leggere tutto d’un fiato o da assaporare lentamente, da custodire o regalare, per trasmettere il valore dell’umanità che ci unisce. Perché, nella grande poesia della vita, ognuno è chiamato ad aggiungere il proprio verso.

Un verso unico.
Un verso nuovo.