Parcheggi a pagamento, protesta ADOC: “A Taranto aboliti i permessi gratuiti per i residenti”

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Il 2026 si apre con una nuova polemica sul tema dei parcheggi a Taranto. L’abolizione del permesso gratuito di sosta per i residenti delle zone dalla D alla G della città rischia di avere un impatto pesante sulla quotidianità di centinaia di famiglie, già alle prese con l’aumento generalizzato del costo della vita.A denunciare il provvedimento è l’ADOC Taranto.

Il presidente dell’associazione dei consumatori, Domenico Votano, definisce la decisione «ingiusta e penalizzante», sottolineando come sia passata quasi sotto silenzio pur producendo effetti economici significativi per i cittadini. Secondo l’associazione, il nuovo anno si apre con l’ennesimo aggravio di spesa a carico dei residenti.

Con la cancellazione del permesso gratuito per una vettura a nucleo familiare, diritto finora riconosciuto, molti cittadini si vedranno costretti a sostenere costi mensili che possono arrivare fino a 75 euro per poter parcheggiare nei pressi della propria abitazione. Una spesa che, per ADOC, rappresenta un ulteriore colpo alle tasche delle famiglie, in un contesto già segnato da servizi carenti e da un potere d’acquisto sempre più debole.

«Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di una città divisa in cittadini di serie A e di serie B – afferma Votano – perché una parte consistente di Taranto, come emerge dal regolamento di Kyma Mobilità, viene privata di qualsiasi agevolazione. È un provvedimento che non tiene conto delle reali esigenze dei quartieri e che finisce per scaricare sulle famiglie il peso di scelte sbagliate».

Secondo ADOC Taranto, la linea adottata dall’amministrazione rientra in una continuità con politiche già sperimentate in passato e che, nonostante il cambio di governo cittadino, non sembrano subire significative correzioni. Per questo l’associazione annuncia iniziative immediate a tutela dei residenti.

È stata infatti inoltrata una richiesta formale di confronto a Kyma Mobilità, al Consiglio comunale e al sindaco di Taranto, anche tramite PEC, con l’obiettivo di ottenere il ritiro del provvedimento o una sua profonda revisione. In assenza di risposte concrete, ADOC si dice pronta a intraprendere tutte le azioni necessarie per la tutela dei cittadini.

«Invitiamo la cittadinanza a non restare in silenzio e a partecipare alle iniziative che promuoveremo – conclude Votano – perché questa battaglia riguarda tutti. Rivolgiamo anche un appello alle associazioni imprenditoriali affinché si costruisca un fronte comune contro una scelta che penalizza l’intera comunità».

Per ADOC Taranto, il diritto alla mobilità e alla vivibilità urbana non può essere trasformato in un privilegio per pochi né, tantomeno, in una nuova tassa occulta a carico delle famiglie.