Operazione “Astrolabio”: Sgominata rete di trafficanti di vite umane verso il Salento

Una vera e propria associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina transnazionale, da Turchia, Grecia e Albania verso l’Europa e in particolare verso le coste salentine

, è stata individuata e colpita da 25 ordinanze di custodia cautelare eseguite dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Lecce e dello S.C.I.C.O. in Italia, dalla Polizia dell’Attica – Divisione Antimmigrazione in Grecia e dalla Polizia in Albania, insieme a unità mobili di Europol.

L’operazione, denominata “Astrolabio”, è il frutto di una complessa e articolata
attività di indagine di respiro internazionale svolta grazie alla formazione, attraverso il coordinamento di Eurojust che ne ha promosso, coordinato e supportato le attività, di una Squadra Investigativa Comune (S.I.C.) costituita nel gennaio del 2021 tra la Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Lecce, la Procura Generale della Corte di Appello di Atene e la Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana (S.P.A.K.).
A tale Squadra Investigativa Comune hanno aderito la Direzione Nazionale Antimafia – a conoscenza delle diverse indagini coordinate sul territorio italiano – ed Europol che ha evidenziato gli elementi investigativi di comune interesse.
Le indagini, durate più di un anno, hanno consentito di individuare l’organizzazione criminosa operante in più territori, articolata in quattro cellule criminali composte da cittadini stranieri, in prevalenza siriani, volta al
conseguimento di ingenti profitti derivanti dalla gestione dell’illecita attività di trasferimento di migranti, provenienti da varie parti del mondo, attraverso i territori della Turchia, della Grecia e dell’Albania verso le coste salentine e da qui verso altri paesi europei, loro destinazione finale.

Attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche e riprese video, puntualmente riscontrate da servizi di osservazione e pedinamento svolti in Italia, Grecia ed Albania, ha consentito di individuare le rotte tracciate dai trafficanti di uomini e di delineare il ruolo di ciascun componente dell’organizzazione.


Uno dei due gruppi presenti in Italia, diretto da Alaa Qasim Rahima, 38 anni, iracheno, domiciliato nell’hinterland di Venezia, provvedeva al trasferimento nel territorio italiano ed europeo di migranti irregolari prevalentemente di etnia arabo-siriana; lo stesso con il ruolo di capo, disponendo di una estesa rete di collaboratori presenti in diversi paesi europei, tra i quali la Grecia, dal proprio domicilio coordinava il trasferimento dei migranti dalla Turchia in Italia e in altri Stati dell’Unione Europea.

Il secondo gruppo presente in Italia, diretto da Majid Muhamad, 52enne, anch’egli iracheno e residente a Bari, provvedeva al recupero dei presunti scafisti nei pressi del luogo di approdo sulle coste salentine, consentendo a questi ultimi di sottrarsi all’arresto agevolando il loro trasferimento in Grecia e la prosecuzione del viaggio sino al rientro in Turchia; in tal modo egli, insieme ad altri componenti, consentiva ai presunti “scafisti” di tornare presto in azione e alle diverse cellule dell’organizzazione di proseguire i suoi illeciti traffici. Muhamad provvedeva, anche, a prestare aiutava e supportava i migranti giunti sul territorio salentino avviandoli verso le destinazioni finali.

Il terzo gruppo, presente in Albania e diretto da Sultan Ahmed, 23enne siriano, csi occupava del trasferimento dei migranti giunti dalla Grecia nel paese delle Aquile, dove venivano imbarcati alla volta delle coste salentine.

Il quarto gruppo presente in Turchia e diretto da Awat Abdalrahman Rahim Rahim, 47 anni iracheno, provvedeva al trasferimento dei migranti irregolari provenienti da Paesi del Medio Oriente a bordo di imbarcazioni dirette verso le coste salentine e calabresi.

L’attenta analisi dei flussi migratori intercettati durante le indagini ha consentito di risalire al tragitto seguito dai migranti che, partiti dai paesi di origine, raggiungevano la Turchia e da lì intraprendevano il viaggio verso i paesi dell’Unione Europea lungo due direttrici:
– via mare (con partenza delle imbarcazioni dalla costa turca, oppure, dopo aver raggiunto i rispettivi paesi, dalla Grecia e dall’Albania);
– lungo la c.d. “rotta balcanica” attraversando i vari Paesi con il supporto di una fitta rete di sodali.

Trenta gli episodi sui quali si sono soffermati gli investigatori, tanti quanti ne sono stati monitorati dai finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Lecce grazie al supporto aereo e dei mezzi navali del Reparto operativo aeronavale di Bari in collaborazione con i velivoli di Frontex nel Canale d’Otranto.

E’ stato così accertato lo sbarco sul nostro territorio di 1.120 migranti irregolari, sono stati identificati 26 presunti scafisti, 8 dei quali arrestati in flagranza di reato (3 in Italia e 5 in Albania), e la denuncia di 52 persone che risultano coinvolte negli illeciti traffici.
I migranti corrispondevano, su base fiduciaria, il prezzo del viaggio attraverso il cosiddetto sistema “Hawala” (detto metodo “Sarafi”): un vero e proprio sistema bancario abusivo di trasferimento di valori, basato su una vasta rete di mediatori localizzati in varie parti del territorio U.E. ed extra-U.E.
Al riguardo sono state eseguite perquisizioni sia in Italia che in Grecia presso presunte agenzie finanziarie dove risulterebbe depositato il denaro, relativo al traffico illecito di migranti.

 

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