Operazione “Alter Ego”. Truffavano banche ed agenzie di credito: tre arresti.

Si presentavano in banca con falsi nomi per chiedere ed ottenere finanziamenti. Una banda di truffatori è stata scoperta

dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Taranto che, all’alba di oggi hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Taranto dott. Tommasino, nei confronti di tre persone indagate per associazione per delinquere finalizzata alla falsità materiale commessa da privato, uso di atto falso, sostituzione di persona e truffa.
Il provvedimento scaturisce da una complessa e articolata indagine condotta dai militari, diretti dai Sostituti Procuratori Festa ed Anastasia tra l’autunno del 2015 e i primi mesi del 2016.
All’operazione è stato dato il nome di “Alter Ego” dalla prassi consolidata con cui gli indagati si sostituivano ad altri soggetti, presentandosi nelle filiali bancarie e presso le agenzie di credito con nomi falsi e muniti di documenti d’identità e certificati di reddito contraffatti.
In manette sono finiti tre tarantini, tutti con precedenti specifici. C. G., di 65 anni, Q.P., di 56, e G.M., di 69.
Le indagini sono state avviate dopo che un uomo – successivamente identificato in G. C. – si era presentato con un altro nome e con un documento palesemente contraffatto presso una filiale, tentando di commettere una truffa ai danni di quell’istituto di credito presso il quale, proprio con il documento falso, aveva appena acceso un conto corrente sul quale i funzionari di banca avevano appurato fosse già pervenuto un bonifico di ben 27.000 euro circa da parte di una nota agenzia di credito.
In seguito all’identificazione del truffatore, che, perquisito, è stato trovato in possesso di un documento falso, e alle denunce sporte dai funzionari di banca, i militari hanno ricostruito in maniera certosina l’attività del sodalizio criminoso attraverso una serie di servizi di osservazione controllo e pedinamento, di perquisizioni e sequestri di numerosi atti documentali oltre che con l’analisi accurata di una corposa documentazione bancaria.
I tre erano riusciti più volte a conseguire, con le modalità truffaldine, finanziamenti erogati da società di credito ignare e vittime delle loro condotte. Non solo: sempre con lo stesso modus operandi, i malfattori, con nomi altrui e con documenti d’identità contraffatti avevano attivato numerose utenze telefoniche; aperto diversi conti correnti su cui fare confluire il profitto delle truffe di volta in volta consumate; approntato documenti di identità e certificativi del reddito contraffatti da esibire presso gli istituti di credito.
Per quanto riguarda il reato associativo, i tre in seno al sodalizio avevano una netta e sistematica suddivisione dei ruoli:
G. C. era l’indiscusso protagonista il quale richiedeva in prima persona i finanziamenti interloquendo con filiali bancarie ed agenzie di credito;
P. Q., necessario ed indispensabile collaboratore, era solito spacciarsi quale futuro genero del C. di cui era autentica “spalla”;
M. G. era il destinatario di alcuni bonifici con il compito di rendere ardua e complicata l’individuazione del denaro illecitamente acquisito.
In questo modo gli indagati hanno ottenuto illecitamente ben quattro finanziamenti e, dopo aver acceso innumerevoli conti correnti, ne hanno rapidamente riscosso il denaro non lasciandone traccia.
Durante l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, nel corso delle perquisizioni è stata rivenuta nella disponibilità degli indagati copiosa documentazione bancaria e copie di atti e documenti contraffatti.
Gli indagati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le proprie abitazioni in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

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