Omicidio Bianco. Uccisero e bruciarono l’imprenditore: due arresti

MARTANO – Sono stati arrestati i due presunti responsabili dell’omicidio di Massimo Bianco, 41 anni, imprenditore, scomparso il 27 giugno scorso e poi ritrovato senza vita due giorni dopo in un uliveto, nelle campagne di Carpignano salentino. Il cadavere era stato parzialmente bruciato. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce e della Compagnia di Maglie hanno eseguito nel pomeriggio di oggi le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Alcide Maritati, su richiesta del procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Lecce Antonio De Donno nei confronti di Antonio Zacheo, 27 anni, e Antonio Gabrieli, di 53, entrambi originari di Martano. Il primo era socio della vittima in una impresa per la compravendita di materiale edile. Il secondo aveva rapporti di lavoro con la ditta. Devono rispondere di omicidio e distruzione di cadavere in concorso, porto illegale d’arma. I due, gli ultimi ad aver vista viva la vittima, erano finiti sul registro degli indagati poche ore dopo il ritrovamento del cadavere. I sospetti fin da subito si erano concentrati su di loro che avevano raccontato di aver pranzato con Bianco e di averlo poi accompagnato con l’auto di Gabrieli ad un appuntamento nelle campagne alla periferia di Martano, dopo distante da dove è stato ritrovato il corpo del 41enne. Bianco aveva scontato una condanna definitiva per estorsione. Resta ancora da stabilire il movente dell’omicidio.

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