Olimpiadi di Matematica Kangourou, categoria Benjamin: Stefano Resta vola in finale, tra emozioni e divertimento

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La scuola odierna, che sia di primo o secondo grado, offre sicuramente molte opportunità per i ragazzi. Non è più solo il luogo delle lezioni frontali, ma un ambiente inclusivo e digitale dove le lezioni tradizionali si intrecciano con corsi extracurricolari, percorsi di orientamento al lavoro come i PCTO, la vecchia alternanza scuola-lavoro, e i progetti di benessere e di cittadinanza attiva che mirano all’educazione emotiva, alla prevenzione del cyberbullismo, all’educazione civica e alla sostenibilità.

Quindi gli studenti hanno la possibilità di verificare le personali competenze e dare libero sfogo alle proprie curiosità e passioni. In questo complesso sistema, i traguardi come le “certificazioni” e le “olimpiadi” offrono una qualità più alta e indirizzano lo studente verso un percorso più selettivo che ne valorizza le proprie skills, cioè quelle abilità che fanno la differenza tra volere e potere.

A Manduria, negli ultimi anni, molte eccellenze in ambito scolastico hanno dato libero sfogo alle proprie passioni: ragazzi adolescenti e poco più che 18enni che, seguendo una personale inclinazione, si sono fatti strada nel mondo dei riconoscimenti, assaporando il dolce gusto di una prima vittoria.

Il più giovane studente che regala alla sua città un altro importante riconoscimento è Stefano Resta, frequentante la classe seconda media, sez. E, dell’Istituto Enrico Fermi.

L’attestato di partecipazione alla semifinale della gara Kangourou della Matematica, per la categoria Benjamin, svoltasi il 23 maggio 2026 alla Ecoteckne Università di Lecce, lo conduce ad un’ulteriore opportunità: quella di rientrare nella lista degli ammessi a partecipare alla finale nazionale, sempre con modalità individuale. Unico studente risultante vincitore della gara per il nostro territorio, Stefano frequenta con impegno e diligenza il suo percorso scolastico, regalando, forse un po’ inconsciamente, forti emozioni a tutti coloro che lo conoscono e lo amano. Il traguardo, non ancora completato, è sinonimo di impegno e costanza, le stesse che gli hanno concesso quella buona dose di concentrazione durante la gara e la possibilità di raggiungere un obiettivo che, per un bambino in età pre-adolescenziale, significa tanto: non solo dedizione ma un forte senso di responsabilità che, accompagnandosi alla passione, coniuga il divertimento a una crescita consapevole e seria.

Auspicando per Stefano un futuro pieno di soddisfazioni e un primo posto assoluto nella gara a livello nazionale, una riflessione è d’obbligo: l’attuale società civile e scolastica ha una responsabilità ben precisa nei confronti dei ragazzi che, sollecitati da input molteplici, devono essere messi nella condizione di contribuire a creare una società migliore per non lasciare spazio all’incuria della vita e della propria esistenza. Stefano, pertanto, ci offre la possibilità di guardare oltre, con positività e bontà d’animo, gli stessi elementi che si possono scrutare dietro lo sguardo sincero di un bambino.

Francesca Rita Nardelli