Occidente, nemici e identità: Canfora a Bari con “Il porcospino d’acciaio”
Il pomeriggio culturale di Bari ha vissuto un momento di grande intensità e partecipazione ieri, 12 gennaio 2026, presso la libreria Laterza. Un pubblico numeroso e attento si è riunito per accogliere Luciano Canfora, fra i più noti filologi, giunto per presentare il suo ultimo libro “Il porcospino d’acciaio. Occidente ultimo atto” ed. Laterza, dimostrando le sue eccezionali doti storiche e filosofiche, legando idee e fatti di ieri e di oggi. Ha dialogato con l’autore Alessandro Laterza.
L’opera di Canforaha saputo catturare l’interesse della platea, stimolando riflessione sulle radici storiche e sulle e dinamiche attuali.
Sulla carta geografica il ‘nemico’ ogni tanto cambia posto e lo stesso Occidente a sua volta si sposta: fino al paradosso, quando ‘nemico’ è un pezzo dello stesso Occidente. La metafora del “porcospino d’acciaio” ci prospetta un apocalittico finale di partita: tetro lascito della “civiltà occidentale”.
Il ‘Patto Atlantico’ è il Santo Graal dell’Occidente. I soci fondatori condividevano un tratto comune: usurpavano, o avevano appena perso, un dominio coloniale. Ma alla metà del Novecento, quando nacque la NATO, il mondo colonizzato era in rivolta. Non era facile riproporre il vecchio predominio senza cambiare il linguaggio. Così le parole propinate al mondo furono ‘libertà’ e ‘democrazia’, usate spesso come utensili intercambiabili. Ripulito il linguaggio, l’Occidente poté dare avvio al sanguinoso sforzo di ri-colonizzare i continenti che stava perdendo. Ma il resto del mondo non rimase inerte. Per guerreggiare unito, l’Occidente ha bisogno di un “nemico”.
Luciano Canfora (Bari, 1942)professore ordinario di Filologia greca e latina presso l’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari. Dopo la laurea in Storia romana, conseguita nel 1964, si specializza in Filologia classica alla Scuola Normale di Pisa. Inizia la carriera universitaria come assistente di Storia antica, passando successivamente alla cattedra di Letteratura greca. Tra le sue materie di insegnamento figurano, anche: Papirologia, Letteratura latina, Storia greca e romana. La sua ricerca è da sempre rivolta alla storia antica, alla letteratura greca e romana, alla storia della tradizione, alla storia degli studi classici, alla politica e alla cultura contemporanea. Molti dei suoi libri sono stati tradotti in diversi paesi, tra i quali: Stati Uniti, Brasile, Francia, Inghilterra, Germania, Grecia, Olanda, Spagna e Repubblica Ceca. Dal 1975 dirige la rivista “Quaderni di Storia” per le edizioni Dedalo; per lo stesso editore è direttore della collana “Paradosis” e per l’editore Sellerio della collana di testi “La città antica”; collabora al “Corriere della Sera” ed è membro dei comitati direttivi di varie riviste, tra cui: “Historia y critica” (Santiago, Spagna), “Journal of Classical Tradition” (Boston), “Limes” (Roma). Attualmente è direttore scientifico della Scuola Superiore di Studi Storici di San Marino; fa parte del comitato scientifico della Society of Classical Tradition di Boston e della Fondazione Istituto Gramsci di Roma.
Antonella Cavallo

