NO all’autorizzazione indiscriminata dei parchi eolici nei territori del Primitivo di Manduria
Una delegazione dell’Amministrazione comunale ha partecipato ieri mattina, 31 luglio 2025, alla riunione della IV Commissione regionale per ribadire con fermezza la propria contrarietà alla realizzazione indiscriminata di parchi eolici sul territorio manduriano. Presenti all’incontro il sindaco Gregorio Pecoraro, gli assessori Katia Fusco e Fabiana Rossetti, i consiglieri comunali Mastrovito e Buccolieri, e il responsabile dell’Ente, Ing. Alessandro Pastore.
Durante il suo intervento, il sindaco Pecoraro ha sottolineato che “il futuro di Manduria non può essere sacrificato in nome di una transizione energetica priva di equilibrio e rispetto per il territorio”. Una posizione già espressa in Consiglio comunale e dai tecnici dell’Ente, da ultimo nella seduta del 29 luglio.
Nel mirino dell’Amministrazione i progetti “Yellow Energy” e “Red Energy”, che prevedono l’installazione di decine di aerogeneratori alti oltre 100 metri. Secondo il Comune, tali impianti minacciano un paesaggio agricolo, storico e culturale di valore assoluto, riconosciuto a livello internazionale per la sua eccellenza vitivinicola e la profonda identità territoriale.
Manduria vanta oltre 5.000 ettari coltivati a Primitivo, masserie storiche, uliveti secolari e una cultura millenaria che verrebbero compromessi da un impatto paesaggistico e ambientale ritenuto irreversibile. L’Amministrazione precisa di non essere contraria alle energie rinnovabili, ma di opporsi fermamente a progetti che penalizzano “i territori migliori, la bellezza, l’identità, l’agricoltura di qualità e il paesaggio che ci rende unici”.
Richiamando la normativa regionale vigente (L.R. 25/2012, D.M. 10/09/2010, R.R. n. 24/2010), il Comune ribadisce che gli impianti eolici dovrebbero essere collocati in aree già degradate e non nei “cuori pulsanti della nostra storia e della nostra economia”.
L’Amministrazione chiede infine agli enti competenti di rivedere le autorizzazioni in essere e di ascoltare la voce del territorio, affinché lo sviluppo energetico non avvenga a scapito della sua identità e delle sue eccellenze.

