Muro Leccese: rifiuti in un terreno di 4 ettari vicino al Menhir Miggiano

A Muro Leccese in provincia di Lecce i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico hanno sottoposto a sequestro preventivo d’urgenza un terreno agricolo esteso per circa quarantamila metri quadrati sul quale erano stati illegittimamente effettuati due sbancamenti di terreno, di cui il primo già ripianato con rifiuti vari consistenti in inerti da demolizioni edili, materiale plastico, lamiere metalliche, cumuli di roccia calcarea frammista a massi di calcestruzzo, sfalci di potatura e tronchi semi carbonizzati di palme, mentre il secondo era ancora in gran parte da  ripristinare, attesa la presenza di soli alcuni metri cubi di rifiuti costituiti da materiale tufaceo proveniente da altri siti. Sullo stesso fondo agricolo, inoltre, erano stati stoccati abusivamente altri quattro cumuli di rifiuti costituiti prevalentemente da materiale tufaceo e residui di manufatti in calcestruzzo nonché residui di scarificazione di manto stradale. Il provvedimento giunge a parziale conclusione di un’attività d’indagine delegata dalla Dott.sa Elsa Valeria Mignone della Procura della Repubblica di Lecce. Gli investigatori non escludono che, nel sito, possano essere state tombate altre tipologie di rifiuti non visibili allo stato attuale del terreno;  è questo uno degli aspetti che le indagini del Noe dovranno chiarire in quanto l’attuale morfologia del terreno lascerebbe credere che possano essere stati effettuati altri sbancamenti di terreno, già ripianati con rifiuti di cui allo stato ovviamente non si conosce né la tipologia, né la provenienza, né la pericolosità. All’atto del sequestro erano evidenti residui di recente combustione dei rifiuti; in particolare, come si può anche dalle immagini trasmesse, erano stati sicuramente bruciati tronchi di palme e materiale plastico. L’intervento dei carabinieri del Noe ha interrotto probabilmente il tombamento di altri rifiuti che sarebbero stati abbancati nella grossa fossa (anche questa visibile nelle immagini) ancora praticamente vuota presente nel fondo; quest’ultimo è circondato da uliveti e si trova nelle immediate vicinanze del Menhir Miggiano, distante solo alcune centinaia di metri.
I reati che, al momento, vengono contestati dai carabinieri del Noe sono quelli dell’attività di gestione illecita di rifiuti speciali, dello sbancamento di terreno in area sottoposta a vincolo paesaggistico in assenza di autorizzazione e del deturpamento di bellezze naturali. Al vaglio degli inquirenti la posizione di cinque persone, tre sono i proprietari del terreno agricolo e due sono quelle che ne avevano la disponibilità.

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