Morte all’ex ILVA – Le reazioni. Cordoglio e accuse: “Non è una fatalità, la sicurezza non può più attendere”.
La morte di Claudio Salamida, operaio delle Acciaierie d’Italia, avvenuta all’interno dello stabilimento ex ILVA di Taranto, ha suscitato dolore, sdegno e richieste di verità dal mondo politico e sindacale. Ai messaggi di cordoglio si affiancano prese di posizione nette che chiedono un cambio di rotta immediato sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sul futuro dello stabilimento.
La Segreteria provinciale del Partito Socialista Italiano di Taranto parla di “un’altra vita spezzata, l’ennesima”, denunciando le conseguenze di un sistema produttivo obsoleto e insicuro. Secondo i socialisti, l’incertezza del Governo sul destino della fabbrica avrebbe contribuito a creare le condizioni di rischio, chiedendo una scelta chiara: chiusura con assunzione di responsabilità oppure continuità produttiva fondata su sicurezza, salute dei lavoratori e tutela della cittadinanza. Il PSI ha espresso vicinanza ai familiari della vittima e ha ribadito il proprio sostegno alle lotte dei lavoratori.
Ancora più dura la posizione di Alleanza Verdi e Sinistra. Per AVS, la morte di Salamida non può essere archiviata come un semplice “incidente sul lavoro”. Il segretario provinciale SI/AVS, Maurizio Baccaro, parla di una “gravissima violazione delle condizioni di sicurezza”, sostenendo che quando mancano manutenzioni adeguate e controlli, non si è di fronte alla fatalità ma a responsabilità precise. La commissaria regionale EV/AVS, Rosa D’Amato, chiede che alle parole di cordoglio seguano scelte politiche concrete: controlli stringenti, sanzioni severe per chi non garantisce sicurezza e l’avvio di una vera riconversione industriale, a partire dalla fine dell’area a caldo. AVS affida alla Magistratura il compito di accertare tutte le responsabilità.
Messaggi di cordoglio sono arrivati anche da Fratelli d’Italia. Il deputato Dario Iaia ha espresso vicinanza alla famiglia, ai colleghi e agli amici della vittima, chiedendo che venga fatta piena chiarezza sulle cause dell’accaduto. Sulla stessa linea l’onorevole Giovanni Maiorano, che ha parlato di una tragedia che impone “una profonda riflessione sull’importanza della sicurezza sul lavoro”.
Anche il Partito Liberaldemocratico di Taranto manifesta vicinanza alla famiglia di Claudio Salamida, “ennesima vittima di un incidente sul lavoro” e sottolinea come sia “inaccettabile continuare a morire di lavoro nel 2026”. Pur rimettendo alle indagini l’accertamento delle responsabilità specifiche, i Liberaldemocratici richiamano con forza le responsabilità politiche e chiedono di superare la fase dei soli atti emergenziali. Secondo il partito, oltre il cordoglio e oltre lo sciopero, è necessario decidere rapidamente il futuro dell’acciaieria, garantendo produzione, sicurezza, compatibilità ambientale e tutela della salute di lavoratori e cittadini. Tra le ipotesi avanzate, una gestione mista pubblico-privato, anche temporanea, finalizzata a un successivo affidamento a soggetti in grado di assicurare investimenti adeguati e un completo revamping degli impianti, evitando il ripetersi degli errori del passato.
In una nota unitaria di CGIL, CISL e UIL di Taranto parlano, invece, di un cordoglio che “ferisce” e che non può restare fine a sé stesso. I sindacati denunciano anni di allarmi inascoltati da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, delle RSU e degli RLS, che avrebbero più volte segnalato criticità legate alla sicurezza degli impianti e alla tutela della salute, sia all’interno della fabbrica sia per l’intera comunità. Le organizzazioni sindacali respingono con forza quella che definiscono una campagna di delegittimazione nei confronti dei lavoratori e di chi li rappresenta, accusando una parte del dibattito pubblico di strumentalizzare la tragedia a fini propagandistici.
Secondo CGIL, CISL e UIL, non è vero che non vi siano responsabilità né colpevoli. Lo sciopero di 24 ore proclamato dalle categorie viene definito soltanto la punta di un iceberg fatto di segnalazioni, denunce e richieste di intervento rivolte nel tempo agli organi ispettivi, un lavoro spesso invisibile ma necessario per non lasciare soli i lavoratori dell’ex ILVA. “Non arretreremo di un passo”, concludono i sindacati, ribadendo l’impegno a proseguire la battaglia per la sicurezza, per il lavoro e per l’intera comunità tarantina.
Alle numerose prese di posizione si aggiunge anche quella di Giuseppe Fischetti, neo consigliere regionale eletto nella lista Decaro Presidente, che esprime profondo cordoglio per la morte di Claudio Salamida, definendola l’ennesima tragedia che colpisce il mondo del lavoro. Secondo Fischetti, il tempo delle sole parole è ormai concluso e occorre un impegno concreto e immediato per garantire sicurezza, tutela e dignità ai lavoratori.
Il consigliere regionale chiede con forza un intervento rapido del Governo, sollecitando decisioni operative, risorse dedicate e l’attivazione di un piano straordinario di manutenzione e risanamento dello stabilimento siderurgico di Taranto. Un piano che, sottolinea, dovrebbe essere finalizzato anche all’avvio del percorso di decarbonizzazione, ritenuto indispensabile per dare un futuro all’acciaieria e ai suoi lavoratori. “Servono risposte concrete e non più rinviabili”, conclude Fischetti, richiamando la necessità di chiarire definitivamente le prospettive industriali e occupazionali del sito.

