Mercatino serale, il consigliere Lariccia risponde a FIVA: “Confrontiamoci sul merito delle proposte”
Dopo la presa di posizione di FIVA Confcommercio Taranto sulla proposta di riorganizzazione del mercatino serale di San Pietro in Bevagna, interviene il consigliere comunale di opposizione Cosimo Lariccia, che respinge le interpretazioni attribuite alle sue dichiarazioni. Lariccia ribadisce di non aver mai proposto l’eliminazione del mercatino, ma di aver avanzato l’idea di una diversa collocazione dell’area mercatale per affrontare le criticità legate a traffico, parcheggi e decoro urbano. Di seguito la nota integrale diffusa dal consigliere.
Leggo con attenzione la posizione assunta da FIVA Confcommercio Taranto. La rispetto, ma non posso accettare che venga attribuito alla mia proposta un significato che non ha mai avuto.
Non ho mai proposto di eliminare il mercatino serale. Ho proposto di migliorare San Pietro in Bevagna. E sono due cose profondamente diverse.
Chi riduce questa discussione ad un semplice “mercatino sì o mercatino no” evita volutamente di affrontare i problemi reali che cittadini, residenti e turisti vivono ogni giorno.
La mia proposta nasce da un dato oggettivo: l’attuale assetto viario non funziona.
Con l’entrata in vigore della ZTL, scelta che considero corretta e che condivido, il traffico viene inevitabilmente riversato nelle strette strade prospicienti l’area mercatale, dove ogni sera si formano lunghe code, incolonnamenti, smog, rumore e disagi per chi vive, lavora o soggiorna a San Pietro in Bevagna.
Questo è il problema.
E chi amministra, o aspira ad amministrare bene, ha il dovere di cercare soluzioni, non di difendere lo status quo solo perché “si è sempre fatto così”.
La mia idea era ed è quella di aprire un confronto serio per individuare un’area alternativa, sempre centrale, magari alle spalle della chiesa, dove esistono già servizi igienici e dove il mercatino potrebbe continuare a svolgere la propria funzione in condizioni persino migliori per gli stessi operatori.
Contestualmente si potrebbero realizzare oltre duecento posti auto.
Perché avere parcheggi non è un lusso. È civiltà. È programmazione. È rispetto verso residenti e turisti.
O vogliamo continuare a fingere di non vedere ciò che accade ogni estate?
Per almeno tre mesi l’anno, tutti i giorni, nei fine settimana in particolare, San Pietro in Bevagna è soffocata dalla cronica assenza di parcheggi. Vedere poi, per tutto il giorno, almeno sino alle ore 19 (il mercatino è solo serale) quella vastissima area completamente vuota ed inutilizzata, credo strida agli occhi in termini di efficienza e funzionalità, anche ambientale perché indirettamente la ricerca di un posto auto causa disagi e smog da scarico dalle auto.
Nonostante il grande lavoro della Polizia Locale, che merita soltanto rispetto, le automobili vengono lasciate ovunque.
Strade congestionate.
Soste irregolari.
Disagi ai residenti.
Problemi per i mezzi di emergenza.
Ed il rischio concreto che si sviluppino aree di sosta abusive.
Questa è la vera emergenza.
Ed è curioso che qualcuno preferisca discutere della mia proposta anziché di questo problema che ogni cittadino può constatare con i propri occhi.
C’è poi il tema del decoro.
Si sostiene che l’attuale area rappresenti un modello di ordine.
Francamente faccio fatica a condividere questa lettura.
I fatti e le immagini parlano da sole.
I mezzi degli espositori sostano accanto alle bancarelle.
Gazebo completamente diversi tra loro per forme, colori e dimensioni.
Una qualità estetica che certamente può e deve essere migliorata.
Se davvero vogliamo valorizzare il mercatino, dobbiamo pretendere un’immagine più ordinata, uniforme e coerente con il valore paesaggistico di San Pietro in Bevagna.
A questo si aggiunge un’altra questione.
Mi auguro che venga costantemente verificata la conformità degli impianti utilizzati per l’alimentazione elettrica delle postazioni, evitando l’utilizzo di sistemi che possano produrre emissioni o inquinamento acustico.
Così come mi auguro che i controlli sulla regolarità della merce siano continui e rigorosi, a tutela degli operatori onesti e della legalità.
Perché chi rispetta le regole non deve temere alcun controllo.
Accolgo favorevolmente la proposta di un confronto.
Ma il confronto deve essere autentico.
Non si può trasformare una proposta di riorganizzazione urbana in un inesistente attacco agli ambulanti.
Io non difendo rendite di posizione. Difendo l’interesse pubblico.
Se qualcuno ritiene che l’attuale situazione sia perfetta, lo dica chiaramente.
Io, invece, ritengo che San Pietro in Bevagna meriti una visione più moderna, più ordinata e più funzionale.
Le città crescono quando si ha il coraggio di discutere le idee.
Non quando si risponde ad ogni proposta con un pregiudiziale e sterile “non si tocca”.
Io continuerò a fare ciò per cui sono stato eletto: avanzare proposte, aprire confronti e mettere sempre al centro l’interesse generale della comunità, anche quando questo significa rompere schemi consolidati e mettere in discussione abitudini che non sempre coincidono con il bene della città.

