Massimo Ranieri infiamma le Cave di Fantiano a Grottaglie

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Nessun linguaggio al mondo è in grado di parlare di bellezza e comunicare emozioni e sensazioni senza tempo più della musica e questo Massimo Ranieri lo sa bene. Sarà forse questo il segreto del suo incredibile successo?

Nonostante abbia attraversato da poco il traguardo di 74 primavere, infatti, Massimo Ranieri rimane uno degli artisti italiani tra i più apprezzati ed eclettici del panorama musicale italiano, un monumento nazionale che ha saputo costruire una carriera solida, diventando il protagonista indiscusso della cultura nazional popolare, registrando sold out in ogni tappa del tour “Tutti i sogni ancora in volo”. Anche la tappa pugliese, tra applausi scroscianti e standing ovation non ha fatto di certo eccezione. L’iconico artista, infatti è tornato dal vivo proprio qui in Puglia, lo scorso 21 agosto, dove ha infiammato i cuori del suo pubblico, tra monologhi, racconti inediti e melodie senza tempo e i suoi brani più celebri che hanno accompagnato intere generazioni, Un maestro della musica e interprete sopraffino che tra canto, danza e recitazione ha tradotto in straordinarie performance tutto l’amore per il suo pubblico. Complice lo splendido scenario delle Cave di Fantiano di Grottaglie, un teatro a cielo aperto immerso nel parco naturalistico costituito da oliveti secolari, boschi di Pino d’Aleppo e macchia mediterranea nato dal recupero delle antiche cave di tufo e sabbia e che oggi ospita le numerose grotte a testimonianza degli antichi insediamenti.
Con oltre cinquant’anni di carriera e 14 milioni di dischi venduti, Massimo Ranieri ha una voce che è un patrimonio da preservare, una voce che ancora oggi riesce a far vibrare le corde dell’anima. Uno dei pochi artisti transgenerazionali che ha saputo sperimentare negli anni nuovi orizzonti coniugando la tradizione partenopea alla musica, il teatro, il cinema e allo spettacolo, quello di qualità che non si piega alle mode e resiste al tempo. “Tutti i sogni ancora in volo”, è un viaggio che passa attraverso racconti, momenti amarcord ed esibizioni di evergreen, il cui fil rouge è il sogno, quel sogno che l’artista tiene saldamente in mano, perché <<Sognare è gratis e non bisogna mai smettere>>. D’altra parte <<Io sogno non è così diverso da “Io sono>>. Ed è in nome di quel sogno che Massimo Ranieri ricorda al suo pubblico il suo primo nome d’arte “Gianni rock”, la sua prima volta sul palco nel ’64, la sua necessità di cantare l’amore, di ricordare uno straordinario maestro del teatro come Giorgio Strehler che gli ha insegnato l’arte della fatica e della sofferenza.
Massimo Ranieri ancora una volta ha dato prova di un dinamismo incredibile: tra piroette, passi di danza, aneddoti, perle di saggezza senza mai perdere la connessione con il pubblico che applaude, sorride, si emoziona, si identifica nelle sue storie. Non c’è dubbio che Massimo Ranieri sia un artista di grande levatura. Sarà perché, come dice lui, non ha mai smesso di sognare e di credere nell’amore, perché come diceva Shakespeare “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”. “Tutti i sogni ancora in volo” non è solo la frase della sua canzone più celebre, ma anche quella più rappresentativa per l’artista, perché i sogni devono continuare a volare.

Laura Dimitri