Marco Manusso e quel “Titanic” di De Gregori che ha scritto la storia

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Luci basse, strumenti pronti e una musica che non chiede il permesso: è così che si entra in punta di piedi nel mondo di Marco Manusso per provare a raccontare un pezzo di storia della musica italiana.

Chi ama Francesco De Gregori non può non conoscere “Titanic”, una di quelle canzoni entrate nell’immaginario collettivo e che resiste al tempo che passa. Ciò che forse non tutti sanno è che dietro al leggendario fraseggio di “Titanic” e di parte delle melodie de “La donna cannone” ci sono la mente e il tocco magico di Marco Manusso, musicista di lungo corso con alle spalle una carriera ricca di collaborazioni con artisti del calibro di Renzo Arbore, Lucio Dalla, Ron, Mimmo Locasciulli, Gianni Morandi, Patty Pravo, Shel Shapiro, Renato Zero, Mariella Nava, Alex Britti, Ray Charles, Bob Brozman e Tommy Emmanuel. Genovese di nascita, romano d’adozione, napoletano d’elezione, Marco Manusso ha attraversato decenni di musica italiana, ma senza mai trasformare la propria identità in un marchio da esibire. Marco, infatti, appartiene a quelle categorie di musicisti che non cercano il centro del palco, ma costruiscono il palco stesso. In questo senso il suo percorso ricorda una forma di etica dell’invisibilità: esserci sempre, ma senza bisogno di essere visto, privilegiando ricerca e autenticità. Una posizione decisamente controcorrente in un mondo che premia la visibilità più della sostanza. La sua musica infatti, non ha bisogno di effetti speciali, perché nasce da qualcosa di vero e profondo. Ogni nota sembra vissuta e ha il peso di chi ha scelto di restare fedele a sé stesso anche lontano dai riflettori, sebbene recentemente abbiamo avuto modo di conoscerlo anche in veste di cantante per via della sua partecipazione a “The Voice senior” nelle squadra di Clementino. Il suo strumento d’elezione è la chitarra in tutte le sue forme, dalla sei corde elettrica del rock-blues alle acustiche del fingerpicking e del bottleneck, passando per il country e il jazz manouche. Il suo talento lo ha reso uno dei session man più richiesti tra gli anni ’80 e il 2000 e ad oggi è anche uno stimato docente di chitarra presso il Saint Louis College of Music. Marco sarà ospite nella prossima puntata di Tratti e Ritratti in onda giovedì 9 Aprile alle ore 20:00 su https://www.rtmweb.it/guarda-la-tv/ e sul canale 833 del DTT (digita tasto rosso e scegli RTMweb). Per l’occasione, Marco ci porterà metaforicamente parlando nella stanza dei bottoni, dove sono nate canzoni iconiche, e sui palchi che ha calcato insieme ai più importanti artisti italiani e Internazionali. Un appuntamento da non perdere per chi vuole conoscere da vicino l’uomo oltre al professionista.
Laura Dimitri