Manduria: un bene confiscato alla mafia diventa simbolo di rinascita sociale e agricoltura sostenibile

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Un terreno agricolo un tempo appartenente alla criminalità organizzata si prepara a rinascere come spazio di inclusione, innovazione e giustizia sociale.

Il Comune di Manduria ha candidato al bando regionale “Puglia Beni Comuni” un bene confiscato in contrada Lacciello, con l’obiettivo di trasformarlo in un laboratorio agricolo sostenibile e in un centro di formazione dedicato alle donne vittime di violenza.

L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale, punta a restituire dignità e autonomia a chi troppo spesso resta ai margini del mondo del lavoro e delle reti di sostegno. Il terreno, circa 4.000 metri quadrati ospiterà un orto urbano biologico e una serra solare bioclimatica captante — una struttura modulare in acciaio e vetro, priva di fondazioni, progettata per garantire efficienza energetica e condizioni ottimali per la coltivazione intensiva.

Oltre alla produzione agricola, il progetto prevede la creazione di spazi per la vendita diretta e l’avvio di percorsi formativi e laboratori pratici. Saranno pensati per offrire alle donne coinvolte strumenti concreti per costruire un futuro autonomo, favorendo l’inserimento lavorativo e la crescita personale.

La rinascita di questo bene confiscato si inserisce in una visione più ampia di giustizia sociale e uso etico del patrimonio pubblico. L’Amministrazione comunale ha già avviato la riqualificazione di altri due beni confiscati grazie ai fondi PNRR, e la candidatura di nuovi progetti conferma una volontà politica chiara: costruire una comunità consapevole, solidale e orientata al futuro.

Manduria si prepara così a trasformare un simbolo di oppressione in un luogo di speranza, dove la terra torna a essere strumento di riscatto e la legalità diventa seme di cambiamento.