Manduria: Torri Eoliche ancora al centro dell’attenzione tra paure reali e confusione normativa
Continua incessante l’attività sul territorio, contro la proposta e futura decisione dell’installazione di aerogeneratori industriali nelle Terre del Primitivo, da parte di associazioni come Archeoclub D’Italia e Artilibrio.
Il progetto, che propone per il territorio di Manduria almeno 16 di questi aerogeneratori da parte della Wild Energy S.r.l., è al vaglio del Consiglio dei Ministri.
Andando a ritroso, le suddette associazioni avevano già espresso forte preoccupazione per una tale destinazione, chiamando ad un senso di forte responsabilità decisionale, istituzioni, privati e tutti quei cittadini consci del potere distruttivo che una simile realizzazione avrebbe portato sul nostro territorio.
Il 31-07-2025, una delegazione politico-amministrativa composta in primis dal Sindaco della città di Manduria dott. Gregorio Pecoraro e dal responsabile dell’Ente, Ing. Alessandro Pastore, presenziando a Bari per l’adunanza indetta presso la IV Commissione regionale, aveva preso parte all’incontro, proprio per ribadire con forza la linea politica già espressa sia dai tecnici dell’Ente che in Consiglio Comunale in più occasioni, in ultimo, lo scorso 29-07-2025: il NO all’autorizzazione indiscriminata dei parchi eolici nei territori del Primitivo di Manduria.
Si ricorda che la realizzazione di un parco eolico in quest’area vasta che comprende una buona parte di territorio votato a culture locali, soprattutto di Primitivo, contraddice tutta la normativa europea, nazionale e regionale in materia di ubicazione di simili impianti.
Ad esempio, la Legge 22 aprile 2021 n.53, con cui l’Italia recepisce la Direttiva europea 2018/2021, prescrive che “il Governo debba procedere alla individuazione delle aree idonee e non idonee all’istallazione di impianti di energie rinnovabili… nel rispetto delle esigenze di tutela del patrimonio culturale e del paesaggio, delle aree agricole e forestali… nonché per le specifiche competenze dei Ministeri per i Beni e le attività culturali e per il turismo… privilegiando l’utilizzo di superfici edificate, quali capannoni industriali e parcheggi e aree non utilizzabili per altri scopi…”.
Ma è il PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale) a restare disatteso per quel che riguarda le indicazioni fornite a soggetti pubblici e privati.
Le Linee Guida (Elaborato 4.4.1) in applicazione dell’articolo 6 comma 6 delle N.T.A. per la progettazione e la localizzazione degli impianti di energia rinnovabile, raccomandano di privilegiare la localizzazione lungo i viali d’accesso alle zone produttive, nelle aree di pertinenza di lotti industriali, in prossimità di bacini estrattivi.
E non a caso, la Regione Puglia ha infatti espresso parere negativo alla concessione della VIA: nella nota del 14/04/2022 sottolinea inoltre che “La valorizzazione turistica ed enogastronomica del Primitivo di Manduria e delle Terre del Primitivo conferisce al territorio le potenzialità per divenire una vera e propria destinazione turistica…”.
Bisogna inoltre ricordare che l’attività del GAL “Terre del Primitivo” (di cui fanno parte ben 11 Comuni) è finalizzata a rafforzare e promuovere l’identità locale per mezzo di un “Museo diffuso delle terre del primitivo” lasciando piena realizzazione alla concretizzazione di una bellezza ed efficienza anche e soprattutto paesaggistica, dalla quale poter evincere il massimo della produzione locale ed attrattività turistica.
Molti i Decreti Legislativi Regionali che riportano al “rispetto della normativa vigente in materia di tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico-artistico”.
E non da ultimo la dichiarazione da parte della Soprintendenza Speciale per il PNRR Nazionale, nella persona del Soprintendente dott. Luigi La Rocca che, avendo acquisito i pareri delle Soprintendenze di Taranto e di Brindisi e Lecce, della difesa del paesaggio, del territorio nelle sue componenti agricole e naturali, del patrimonio architettonico, storico e culturale, sostiene che “il Parco eolico “Manduria” che ricadrebbe all’interno delle aree produttive dei vini IGT di Puglia e di produzione dei vini DOCG, quale il Primitivo di Manduria, si configura a pieno titolo come impianto industriale, la cui natura tecnologica è incompatibile con un ambito rurale a vocazione prettamente agricola”.
Ad essere ora attenzionata, è la decisione del MASE (Ministero per l’Ambiente e la Transizione energetica) che valuta positivamente il progetto ma totalmente contrario al parere del MIC (Ministero per la Cultura) che, per mezzo della Soprintendenza Nazionale, ha espresso parere negativo.
La fase istruttoria del progetto per la concessione della VIA (valutazione di impatto ambientale) depositata presso il Consiglio dei Ministri, diventa ora il pomo della discordia con il quale la comunità manduriana e tutto il territorio afferente il vasto comprensorio del Primitivo, dovrà fare i conti.
Non meraviglia ancora una volta il momento stagionale nel quale queste riflessioni, procedure e decisioni, prendono forma: la fine di agosto porta con sé strascichi di spensieratezza e indolenza a causa della quale troppo spesso non ci si occupa, come comunità, di una faccenda che la riguarda direttamente, nel presente e per il futuro.
L’attività politica che sia di maggioranza o di opposizione, a qualsiasi livello, locale, regionale e soprattutto nazionale, dovrebbe pertanto fare da cassa di risonanza, coadiuvata da un impegno sociale che, nell’agire serio e responsabile, crei quel senso di comunità che, a sua volta, si adoperi per il bene del territorio, in una prospettiva di lungo termine.

