Manduria: stabile confiscato mafia danneggia la sua abitazione, cittadino chiede ripristino decoro

“Se fosse stata l’abitazione di un privato gli avrebbero imposto di sistemare tutto.” “Mi vergogno a far venire gente a casa mia!” E’ l’amaro sfogo di Alessandro Carbone proprietario di un’abitazione di Piazza Risorgimento a Manduria, ubicata a piano terra di uno stabile che, confiscato alla mafia, ora di proprietà comunale, comprende quattro appartamenti nei piani superiori.
Dalle foto postate sul Gruppo FB Manduria Noscia si evince tutto lo stato di disagio che si trascina da tempo.
“Mi è caduta un sacco di roba dai balconi, intonaco, cemento, e quando piove per tre settimane potrei usare i gocciolatoi dei balconi come TORTURA CINESE!!” sbotta ancora il cittadino. Fortunatamente non ci sarebbe rischio di crollo ma, nessuno può dire cosa accadrà se non si interviene quanto prima a ristrutturare l’immobile comunale.
Le lamentele e i sopralluoghi dei tecnici e dei vigili sinora non sono serviti a niente “Ho chiamato e sono venuti,- ha raccontato ancora – hanno liberato il ferro dal cemento che veniva giù senza ripristinare nulla e di conseguenza il ferro continua a marcire. Ho fatto togliere i marmi dal portone che stavano crollando e mi avevano promesso che avrebbero ripristinato….poi che non c’erano soldi per sistemare il tutto” E’ la solita giustificazione da parte degli Amministratori a cui i cittadini non credono più soprattutto quando per “altre cose” meno importanti i soldi escono fuori.
L’ultimo sopralluogo, ha raccontato ancora su FB, è stato fatto quando circa un anno fa si stava ipotizzando di trasferire in quella struttura gli Uffici del Giudice di Pace, poi.. più nulla.
L’immobile in questione è uno dei 33 beni confiscati alla mafia. Prima le competenze di questi beni erano del Tribunale di Lecce poi sono passate al Comune di Manduria. Nonostante ci siano state iniziative finalizzate a “sollecitare” l’impiego, così come hanno fatto comuni vicini, per fini sociali dei beni, impiego che avrebbe rafforzato l’azione di contrasto alla mafia, sia i terreni che gli immobili, invece, completamente abbandonati e lasciati al degrado, presto saranno inutilizzabili. Una buona amministrazione avrebbe cercato di far ripulire, mettere in sicurezza questi immobili e garantire un minimo di decoro, avrebbe richiesto i finanziamenti destinati al recupero di tali strutture e trasformato in opportunità questi beni che, ora, così trascurati rischiano invece di essere un peso per la comunità. Ma subito bisogna pensare a non creare danni, almeno quello!! Come richiede il sig. Alessandro Carbone:”.. senza parlare del danno che mi creano in quanto anche a rendere più decorosa la mia casa, è tutto così squallido in Piazza del Risorgimento….A me piace casa mia – conclude – voglio solo che prendano provvedimenti e che sistemino quel palazzo…”

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