Manduria, legalità e giustizia: la rassegna che sprona le coscienze ed attiva consapevolezza

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Il primo appuntamento della V Edizione della Rassegna Legalità e Giustizia, svolto in una gremita Sala Consiliare della Città di Manduria, ha avuto per argomento “Legalità è merito: la competenza come argine alle mafie”.

Relatori, un’appassionata Annatonia Margiotta, Responsabile Interventi per la Diffusione della Legalità Regione Puglia ed un discreto quanto composto Franco La Torre, già membro della presidenza di Libera, storico, ambientalista, pacifista e cooperante internazionale. Due autorevoli rappresentanti di percorsi che guidano il pensiero e l’agire umano, verso concetti di profonda importanza. Sostenuti dagli interventi del sindaco della città di Manduria, dott. Gregorio Pecoraro, nonché Vicepresidente di Avviso Pubblico che ha evidenziato come ormai l’appuntamento della Rassegna in questione sia pungolo di riferimento per il bene comune, e dall’Assessore alle Politiche Sociali, dott.ssa Fabiana Rossetti che con convinzione e risolutezza procede nella realizzazione della Rassegna, i due interlocutori hanno sviluppato l’argomento, ognuno nell’ambito delle proprie competenze.

Figlio di Pio La Torre, dirigente del partito comunista e sindacalista assassinato dalla mafia nel 1982, nonché componente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia per almeno 4 anni che vanno dal 1973 al 1979, Franco ne è il prolungamento naturale di un uomo di Stato che aveva lavorato affinché fosse approvata la proposta di legge da lui stesso avanzata e che introduceva, nel codice penale, il reato di associazione mafiosa e la confisca dei beni alla criminalità organizzata. “La lotta alla mafia se non è solo repressione ma trasformazione della società attraverso la legge, trova, nell’uso sociale dei beni confiscati, ad esempio, non un semplice simbolo ma uno strumento di giustizia e progresso culturale. Ma al giorno d’oggi, quanto ancora sono presenti ed importanti quei valori, eterogenei, riassunti in una proposta di legge?” Con questa riflessione e domanda, incalzati dall’Assessore Rossetti, l’ascolto, per il pubblico, è stato fluido ed interessante.

Franco La Torre ripercorre gli anni che hanno dato vita e sostentamento alla commistione di tre poteri: quello criminale, politico ed economico. “In un quadro storico politico dove ‘l’appoggio’ al personaggio di turno poteva rendere giustizia ad una vita modesta ed infelice, diventava facile allontanarsi e perdere di vista la capacità di compiere scelte trasparenti, per lo più impopolari e fuori dal coro. Se l’agire quotidiano umano incide direttamente sulla qualità della vita democratica e sulla fiducia che ogni comunità deve avere nei confronti delle istituzioni, una proposta di legge non apre solo un solco storico ma crea un percorso culturale che impone cambiamento ed onestà intellettuale. Legalità e merito vanno di pari passo, affinché la competenza sia il vero vettore di argine alle mafie”.

Con un rapido riferimento al libro “Valorizzare merito e competenze” da lei stessa scritto, Annatonia Margiotta introduce l’argomento della rassegna evidenziando che: “Le radici storiche e culturali delle diseguaglianze e delle logiche clientelari, se intese come unico sostentamento di riscatto sociale, rendono il circolo vizioso del demerito l’unico baluardo di sopravvivenza. E in un’epoca che decreta la meritocrazia come unica via al successo, emerge un paradosso: il talento e l’impegno si scontrano con una realtà intrisa di favoritismi, clientelismo e corruzione che, diventando sempre più ‘accessibili’ a causa di una società particolarmente recettiva, soffocano le competenze e premiano l’opportunismo. È urgente una rivoluzione culturale, sociale ed individuale che parta dall’educazione ai valori condivisi della trasparenza e della responsabilità collettiva e metta al centro il merito nella sua accezione di significato più alta. La corruzione e la cultura del favore non trovano spazio, di conseguenza, laddove il senso di cittadinanza attiva e la consapevolezza delle proprie competenze è talmente forte e radicata nell’individuo, tanto da divenire certezza per se stesso ed esempio per la comunità nella quale esso stesso vive”.

La Rassegna Legalità e Giustizia, che avrà altri appuntamenti, è uno strumento attraverso il quale la comunità tutta, da quella scolastica a quella amministrativa, civile e militare, può apprendere nuovi strumenti interscambiabili, per vivere una quotidianità consapevole, lontana da falsi valori e cattivi esempi.

Francesca Rita Nardelli