Manduria: i piccoli dell’Infanzia della “M. Greco” celebrano la pace quali “Custodi dell’Umanità”. Video

Condividi

“Rispetto”, “accoglienza”, “dialogo”, “solidarietà”, “pace”. Sono le parole chiave dell’iniziativa. Non sono semplici concetti astratti: sono i mattoni di un manifesto educativo che l’Istituto Comprensivo Michele Greco di Manduria ha scelto di affidare ai più piccoli, trasformandoli in protagonisti consapevoli.

Il titolo è già tutto un programma: “Custodi dell’umanità”. Un’espressione potente, che richiama responsabilità, cura, futuro.

Poi, un richiamo netto e inequivocabile: “L’Italia ripudia la guerra”, principio costituzionale che diventa bussola morale per un percorso di crescita. E poi ancora: “Per un mondo di pace, giustizia e solidarietà”, “La pace inizia da noi”. Tutti elementi che compongono un messaggio unitario, chiaro, luminoso: educare alla pace non è un gesto simbolico, ma un impegno quotidiano che parte dall’infanzia.

Sebbene così piccoli, i bambini della scuola dell’infanzia hanno dimostrato di avere idee sorprendentemente chiare. Lo hanno fatto con la loro arma più disarmante: la dolcezza. Davanti a genitori, nonni e insegnanti, hanno cantato, danzato, recitato brevi messaggi che, nella loro spontaneità, hanno assunto la forza di un appello collettivo.

Nessuna retorica, nessuna costruzione artificiale: solo la verità semplice dei cinque anni, quella che ricorda agli adulti ciò che spesso dimenticano. La pace, per loro, non è un concetto geopolitico, ma un semplice gesto: condividere, accogliere, non escludere, chiedere scusa, tendere la mano.

L’evento, pensato come momento conclusivo del percorso scolastico dei bambini che a settembre entreranno alla scuola primaria, si è trasformato in un vero e proprio rito civile che segna un passaggio di crescita.

La scuola dell’infanzia Michele Greco ha scelto di farlo attraverso un linguaggio universale: quello delle emozioni. I piccoli “custodi dell’umanità” hanno portato in scena un mosaico di colori, canti e movimenti che ha raccontato il loro modo di vedere il mondo: un luogo dove la pace non è un’utopia, ma un diritto da difendere e un dovere da praticare.