Manduria, furti e profanazioni al Cimitero comunale: il Comune valuta fototrappole e telecamere

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Ancora episodi di furti e atti di dissacrazione all’interno del Cimitero comunale di Manduria. Le ultime notizie di cronaca parlano di loculi e lapidi depredati degli arredi funebri, in una sequenza di gesti reiterati che hanno profondamente scosso la comunità locale, colpendo uno dei luoghi più intimi e sacri della città.

Di fronte alla gravità degli accadimenti, l’Amministrazione comunale ha deciso di intervenire direttamente. Il sindaco della Città di Manduria, dott. Gregorio Pecoraro, ha annunciato che nella giornata di domani, martedì 20 gennaio 2026, effettuerà un sopralluogo presso il Cimitero comunale. All’incontro prenderanno parte il Comandante della Polizia Locale, dott. Umberto Manelli, e il responsabile dell’azienda specializzata, con l’obiettivo di valutare lo stato dei luoghi e quantificare i danni provocati dagli ignoti.

Il sopralluogo servirà anche a individuare le prime misure da adottare per contrastare un fenomeno che appare sempre più preoccupante. Tra le ipotesi al vaglio dell’Amministrazione comunale non si esclude l’installazione di fototrappole e sistemi di videosorveglianza, strumenti ritenuti utili sia come deterrente sia per agevolare l’individuazione dei responsabili.

«Si disapprova con fermezza l’atteggiamento di ignoti che, con le loro azioni, hanno deturpato, profanato e saccheggiato un luogo sacro, riferimento intimo e religioso della comunità manduriana», si legge nella nota diffusa dal Comune. L’Amministrazione condanna con determinazione atti che vengono definiti veri e propri episodi di profanazione, sottolineando come la condizione finale in cui vengono lasciate lapidi e loculi, spogliati dei loro arredi funebri, rappresenti una ferita profonda per l’intera città.

Dopo il sopralluogo di domani, l’Amministrazione comunale deciderà il da farsi, con l’obiettivo di restituire sicurezza, decoro e rispetto a un luogo che custodisce la memoria e gli affetti più cari dei cittadini di Manduria.