Manduria: fischi e contestazioni. Ai genitori del “Prudenzano” non piace la soluzione del sindaco

Fortemente contestato, ieri, il sindaco di Manduria dott. Roberto Massafra durante l’assemblea che si è tenuta per affrontare il problema della carenza di aule all’Istituto Comprensivo Prudenzano di Manduria. All’appuntamento, invitato anche l’assessore alla Pubblica Istruzione, erano presenti 700-800 genitori. Un confronto diretto finalizzato a chiarire ogni aspetto e risolvere il problema, voluto anche e soprattutto dopo che la vicenda era scoppiata sulla stampa all’indomani della seduta, allargata ai sindacati, del Consiglio d’Istituto del 18 Luglio scorso. Nel documento unitario, sottoscritto al termine di quella riunione, emerge il forte ritardo dell’Amministrazione Comunale nell’affrontare il problema di reperire gli spazi necessari per l’espletamento delle attività didattiche. Si è registrata, in pratica, quella carenza di spazi conseguente alla decisione di Istituire un comprensivo che, nato il 25 Gennaio 2012, in base alla legge, deve assicurare ad ogni alunno un percorso di continuità che lo accompagni dai 3 ai 13 anni. Sin da allora, dunqu,e andava programmata l’individuazione di spazi per far fronte a tale necessità. Invece, dopo la prima richiesta avanzata già il 9 Ottobre 2013 e le reiterate sollecitazioni nel tempo, l’Amministrazione Comunale si è attivata per reperire le aule solo il 10 Luglio 2014, a distanza di 9 mesi. L’individuazione degli spazi aggiuntivi deve tenere conto del criterio della territorialità rispetto alla sede Centrale del Prudenzano, precisa nel documento il Consiglio d’Istituto, tenuto conto che molte famiglie hanno figli di varie età frequentanti gradi diversi di istruzione. Ma da non trascurare anche che la nascita dell’Istituto comprensivo è stata voluta per garantire un presidio territoriale in un’area resa carente di una scuola secondaria di 1° Grado (l’ex scuola media Anna Frank) la cui presenza ed esigenza sono fortemente sentite dalle famiglie e da tutta la comunità.
Una soluzione ottimale sarebbe quella di utilizzare degli spazi presso il vicino Convento dei Padri Passionisti: ammonta a 10 mila € l’anno il fitto richiesto, mentre il Comune, richiamando il principio della “Spending review” è disponibile a spendere annualmente solo 3600,00€.
Il sindaco, accompagnato dalla Dirigente del Settore P.I., ha indicato, senza mai cambiare idea, la sua soluzione che è quella di reperire le aule presso la Scuola Secondaria di 1° Grado “E. Fermi” praticamente dall’altra parte della città. Tale scelta non è piaciuta per niente ai genitori, per i grandi disagi che tutta la scuola subirebbe. Numerose le criticità rilevate se dovesse “passare” questa scelta. Dai differenti orari scolastici, all’attivazione del servizio autobus, alla difficoltà di individuare competenze e connesse responsabilità in ordine alla vigilanza degli alunni e non ultima la difficoltà di utilizzare i laboratori e le attrezzature multimediali della scuola così come stabilito nell’offerta formativa che ogni famiglia ha scelto per i propri figli.
Insomma in questo caso, (ovvero quando si parla di bambini, scuola e formazione) far riferimento alla “spending review è proprio un boomerang politico, considerato anche i malumori degli 800 circa genitori costretti a subire l’ennesima penalizzazione. Si è alla ricerca, dunque, di alternative che possano da un lato limitare i costi e dall’altro venire incontro quanto più possibile alle esigenze della scuola e delle famiglie.

Presenti anche alcuni rappresentanti di Noi Centro, l’assessore Paride Toma e Arcangelo Durante che, considerata l’importanza dell’argomento, per evitare disagi rispetto alla funzionalità e territorialità delle scuole, chiederanno che il problema sia affrontato in consiglio comunale che è l’organo politico preposto ad esprimersi.

aula scolastica

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