Manduria. “Fermi”: palestra insicura da un anno. Genitori chiedono interventi immediati
Da oltre un anno la palestra della scuola media “Enrico Fermi” di Manduria presenta una perdita d’acqua dalla tettoia. La denuncia arriva da un genitore che nei mesi scorsi aveva informato personalmente l’assessore
Rossetti, dalla quale erano arrivate rassicurazioni su una risoluzione “entro l’estate”. Ad oggi, però, nulla sarebbe cambiato e la situazione apparirebbe persino peggiorata.
Nei giorni scorsi – riferisce il genitore – il figlio è tornato da scuola raccontando che i bagni annessi alla palestra risultano inagibili: mancano i lavandini, non c’è acqua corrente, una parte della pavimentazione è stata rimossa e il pavimento è rimasto grezzo, con potenziali rischi di scivolamento. Intanto, la perdita dalla tettoia continua a bagnare il pavimento della palestra, rendendolo scivoloso soprattutto nei giorni di pioggia.
A questo si aggiunge la presenza, da oltre un mese, di un’impalcatura lasciata all’interno della palestra, inutilizzata e – secondo il genitore – potenzialmente pericolosa per chi frequenta l’ambiente. La struttura, infatti, viene utilizzata anche nel pomeriggio da diverse società sportive che affittano gli spazi comunali, nonostante le condizioni dei locali.
La denuncia riguarda anche l’aspetto igienico: per la mancanza di acqua, nei servizi igienici non è possibile azionare lo sciacquone con rischi di infezioni e scarsa igiene, in particolare per le ragazze che utilizzano quotidianamente la palestra.
Le foto allegate alla segnalazione mostrano inoltre un vetro mancante e un vetro danneggiato, con la scritta “vetro rotto”. “Per riparare un vetro dobbiamo aspettare che qualcuno si tagli?”, si chiede il genitore, che denuncia anche il pericolo legato alla pavimentazione bagnata e alla mancanza di acqua nei bagni.
“Dove sta la sicurezza e l’igiene per i nostri figli?”, domanda, auspicando che l’amministrazione comunale approfitti delle festività natalizie per intervenire e mettere finalmente in sicurezza la palestra. “Siamo stanchi di promesse non mantenute. Non chiediamo una concessione, ma un diritto: garantire ai nostri bambini una scuola in condizioni adeguate e sicure”.









