Manduria. Domenico Sammarco sull’ordinanza dell’Amministrazione per il Capodanno: “Così si penalizzano i locali del centro”
Il consigliere comunale di opposizione Domenico Sammarco (Area Civica Popolare) interviene sull’ordinanza sindacale n. 419 del 27 dicembre 2025, che per la notte di Capodanno introduce un divieto esteso a tutte le attività situate entro 500 metri da piazza Garibaldi.
La misura, valida dalle 21 del 31 dicembre alle 8 del 1° gennaio, vieta non solo gli intrattenimenti musicali all’esterno, ma anche quelli all’interno dei locali, compresi karaoke, piccoli live, dj set e qualsiasi emissione sonora.
Secondo Sammarco, il provvedimento va “ben oltre il buon senso” e finisce per colpire proprio le attività che, nelle festività, cercano di lavorare di più per compensare mesi difficili. Bar, ristoranti, pub e piccole imprese del centro, osserva il consigliere, potranno organizzare i tradizionali cenoni, ma senza alcuna forma di intrattenimento: una scelta che, a suo avviso, “deprime l’offerta, riduce l’indotto e mortifica chi investe”.
Il consigliere contesta in particolare il divieto imposto anche agli spettacoli interni ai locali, ritenendolo “eccessivo e sproporzionato”. Se una limitazione agli eventi all’aperto potrebbe essere discussa, afferma, impedire ogni forma di animazione al chiuso significa “spegnere ciò che rende attrattiva l’esperienza per clienti e turisti”.
Sammarco solleva inoltre dubbi sulle reali motivazioni dell’ordinanza, chiedendosi se l’obiettivo sia davvero la sicurezza o piuttosto evitare che iniziative private possano competere con l’evento organizzato dal Comune in piazza. A sostegno della sua critica richiama anche il recente caso di “Rosso in Chiostro”, iniziativa che – secondo la sua ricostruzione – avrebbe registrato una partecipazione inferiore alle aspettative nonostante l’investimento pubblico.
Per il consigliere, la città avrebbe bisogno di una notte di festa capace di distribuire presenze e opportunità economiche, non di un provvedimento che “restringe e basta”. La gestione del centro, conclude, dovrebbe basarsi su regole mirate e controlli puntuali, non su divieti generalizzati che mettono sullo stesso piano tutte le attività.
Il dibattito resta aperto, mentre i titolari dei locali si preparano a una delle serate più importanti dell’anno con regole più rigide del previsto.

