Manduria. Dehors, la risposta del Vicesindaco De Donno

“Da alcuni giorni si succedono interventi sulla stampa locale dedicati alle più varie tematiche afferenti il settore delle Attività Produttive, a firma del consigliere comunale del PD avv. Mario D’Oria il quale, da ultimo, sollecita le mie dimissioni in relazione a recenti provvedimenti adottati dal Dirigente alle AA.PP., con cui è stata ordinata la chiusura di tre esercizi commerciali per l’inottemperanza all’ordine di demolizione dei dehors, irrogato con provvedimento del Dirigente dell’Urbanistica dello scorso 9 agosto.”

Così inizia una nota stampa inviata dal Comune di Manduria a firma del Vicesindaco e Assessore Attività Produttive Gianluigi De Donno che risponde alle “polemiche” di questi giorni.

“L’avv. D’Oria, – prosegue – pur dando atto nel comunicato che le richieste di occupazione di suolo pubblico presentate dai tre esercizi commerciali mancavano del parere della Soprintendenza (“E’ vero che il parere mancante è quello della Soprintendenza…”), sostiene che il Comune di Manduria non avrebbe dovuto intascare la Tosap prima ancora della conclusione dell’istruttoria per il rilascio dell’autorizzazione, soggiungendo che l’Assessore “avrebbe dovuto vigilare su questa situazione invece non l’ha fatto”.
Conclude, infine, le sue dichiarazioni affermando che l’amministratore dovrebbe stare accanto a chi vuole rispettare le regole piuttosto che usare il pugno duro contro chi vuole rispettare la legge.
E’ evidente che la recente fuoriuscita dalla maggioranza di governo della città ha reso pressante per l’esponente del Partito Democratico il bisogno di dare un segno tangibile della propria esistenza politica con interventi giornalistici ma, nelle ultime esternazioni, il consigliere D’Oria, fors’anche dimentico del rapporto di colleganza professionale, si lascia andare ad affermazioni tanto più contraddittorie e populiste ove si consideri che si tratta di uno stimato avvocato.
Infatti partendo dalla premessa che i provvedimenti criticati sono stati assunti per il difetto del parere della Soprintendenza è evidente che egli finisca per ammettere che gli Uffici, in mancanza di tale atto, non potevano rilasciare alcuna autorizzazione.
E’ una conclusione imposta dalla logica ed ancor prima dal regolamento sui dehors, recentemente approvato dal Consiglio comunale sotto la sua presidenza della competente Commissione Consiliare (carica dalla quale, peraltro, non si è dimesso come, coerentemente, altri prima di lui hanno fatto una volta passati all’opposizione),
Ma se così è (cioè se le strutture sono abusive), non si capisce in cosa consiste la censura all’operato dell’Assessore: se il mio compito è stare accanto a chi vuole rispettare le regole è chiaro che, pur quando volessi e potessi intervenire in un’attività gestoria che la legge riserva ai Dirigenti, nei casi di specie me ne sarei dovuto guardare bene proprio perché coloro che hanno installato i dehors lo avrebbero fatto, per ammissione del consigliere, in difetto di un parere obbligatorio e vincolante, ossia non rispettando la legge.
Ma le contraddizioni non finiscono qui perché l’avv. D’Oria finge di non sapere (e se non lo sa avere avuto il dovere di informarsi), che la Tosap non viene riscossa dall’Ufficio AA.PP. bensì dai Vigili Urbani o dall’Ufficio Tributi e che da tempo sia l’Assessore che il Dirigente alle AA.PP. hanno reiteratamente invitato per iscritto il Comandante a vigilare affinchè la riscossione della tassa avvenga solo una volta rilasciata l’autorizzazione.
Il consigliere D’Oria, ancora, finge di non sapere che ai sensi dell’art. 39 del D. Lgs. n.507/93 la Tosap è sempre dovuta, anche dall’occupante di fatto o abusivo, sicchè non poteva ingenerarsi alcun equivoco o affidamento nei titolari degli esercizi che eventualmente abbiano pagato la tassa malgrado la mancanza di autorizzazione.
Infine il consigliere del PD, se solo avesse avuto la buona volontà di informarsi presso il Dirigente o l’Assessore, avrebbe appreso che l’incontro con la Soprintendenza c’è stato ben prima che fossero emanati i provvedimenti criticati, peraltro preceduti, come detto, da altrettante ordinanze di demolizione a firma del Dirigente dell’Urbanistica nei confronti delle quali egli non ha speso una sola parola nè a seguito delle quali, mi risulta, abbia chiesto le dimissioni dell’Assessore al ramo.
Non resta – conclude la Nota dell’Avv. De Donno – che esprimere ancora una volta lo sconcerto verso l’atteggiamento di chi, sia quando era in maggioranza che adesso dall’opposizione, si è sempre occupato più di vicende legate alle Attività Produttive ed al Contenzioso piuttosto che di Lavori Pubblici, salvo a non voler concludere che tale “strategia” sia stata messa in campo, allora ed ora, per distogliere l’attenzione dagli insignificanti risultati apportati all’amministrazione della città durante i 18 mesi di reggenza dell’assessorato ai LL.PP. – abbandonato in tutta fretta nel momento più acuto della gara di appalto per l’affidamento della gestione della multiservizi cittadina – tentando, peraltro vanamente, di rifarsi una verginità politica in vista delle prossime elezioni.”

Intanto sulla “questione” in mattinata si riunisce la IV Commissione Attività Produttive, presieduta dall’Avv. Mario Doria per tentare di trovare una soluzione che non danneggi nessuna azienda

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