Manduria, crisi idrica serale: la segnalazione di un lettore alla nostra redazione
È un lettore di Manduria a scrivere alla nostra redazione per segnalare una situazione che, da mesi, sta creando gravi disagi alla cittadinanza: la mancanza di acqua nelle ore serali, una criticità che incide in modo diretto sulla vita quotidiana di famiglie, lavoratori e attività economiche.
“Da mesi la città di Manduria è costretta a convivere con una crisi idrica persistente che incide in modo significativo sulla vita quotidiana dei cittadini. La chiusura dei rubinetti si verifica con particolare frequenza nelle fasce orarie serali, proprio nel momento in cui famiglie, lavoratori e attività economiche rientrano nelle proprie abitazioni o si trovano nel pieno delle loro attività. Non si tratta più di episodi occasionali, ma di una situazione che appare ormai strutturale.
Disagi quotidiani e diritti fondamentali
La mancanza d’acqua nelle ore serali compromette il soddisfacimento dei bisogni più elementari, dall’igiene personale alla preparazione dei pasti, fino alla normale vivibilità delle abitazioni. Il disagio risulta ancora più grave per anziani, bambini e persone fragili, costretti a subire limitazioni che non possono essere considerate accettabili in una comunità moderna. L’accesso all’acqua potabile rappresenta un diritto fondamentale e la sua erogazione rientra a pieno titolo tra i servizi pubblici essenziali. Proprio per questo motivo, il servizio idrico dovrebbe essere garantito secondo criteri di continuità, regolarità e qualità.
Gli standard ARERA e la mancanza di informazioni
L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) stabilisce standard precisi sia per la qualità del servizio sia per l’informazione agli utenti, prevedendo che le interruzioni siano limitate, motivate e adeguatamente comunicate. La ripetitività delle chiusure serali e la carenza di informazioni ufficiali sollevano quindi interrogativi seri sul rispetto di tali standard.
Il ruolo del Comune e il silenzio istituzionale
Accanto alle responsabilità del gestore del servizio, non può essere ignorato il ruolo del Comune di Manduria. L’amministrazione comunale ha il dovere di tutelare gli interessi della collettività, vigilare sull’erogazione dei servizi essenziali e farsi portavoce delle istanze dei cittadini presso il gestore. Il silenzio istituzionale e l’assenza di comunicazioni chiare contribuiscono ad aggravare il disagio e ad alimentare un diffuso senso di abbandono.
Le difficoltà per le attività economiche
Le conseguenze della crisi idrica si estendono anche al tessuto economico e sociale della città. Le attività commerciali e di ristorazione, soprattutto nelle ore serali, sono costrette a operare in condizioni di forte difficoltà, con ripercussioni economiche e organizzative che finiscono per danneggiare l’intero territorio e la sua immagine.
La richiesta di risposte e interventi
Manduria non può continuare a vivere in una condizione di precarietà permanente nella gestione di un bene essenziale come l’acqua. È necessario un intervento immediato, trasparente e coordinato, che coinvolga il gestore del servizio e l’amministrazione comunale. I cittadini chiedono risposte, comunicazioni chiare e soluzioni concrete. Garantire l’accesso all’acqua non è una concessione, ma un dovere verso l’intera comunità”.
Lettera firmata da Michele De Santis, cittadino di Manduria.

