Manduria, Città Più critica il piano delle concessioni sul litorale: «A rischio la spiaggia libera»

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Il movimento politico Città Più, guidato dall’ex sindaco di Manduria Gregorio Pecoraro e oggi all’opposizione, interviene sull’atto di indirizzo approvato dalla Giunta comunale che disciplina il rilascio delle concessioni demaniali temporanee sul litorale di San Pietro in Bevagna, sollevando una serie di rilievi sia sul piano amministrativo che su quello politico.

Secondo Città Più, il primo elemento di criticità riguarda il contenuto stesso della delibera. Il movimento evidenzia come, nelle premesse del provvedimento, si affermi che l’iniziativa «non comporta il rilascio di nuove concessioni demaniali», mentre nel dispositivo vengono invece disciplinati requisiti, modalità di selezione, termini, limiti dimensionali e obblighi per il rilascio delle concessioni temporanee.

Per l’opposizione, un atto presentato come semplice indirizzo politico finirebbe quindi per regolamentare concretamente l’intero procedimento amministrativo.

Dubbi vengono espressi anche sulla procedura comparativa prevista per l’assegnazione delle concessioni. Pur riconoscendo la presenza di un avviso pubblico, Città Più sostiene che la delibera non definisca criteri oggettivi e predeterminati per la valutazione delle domande, circostanza che, a loro giudizio, potrebbe compromettere i principi di trasparenza, imparzialità e parità di trattamento.

Il movimento contesta inoltre la scelta di limitare la partecipazione esclusivamente alle strutture turistico-ricettive e agli esercizi di somministrazione privi di concessione demaniale, ritenendo che nel provvedimento non venga adeguatamente motivata tale limitazione.

Un altro aspetto ritenuto particolarmente delicato riguarda la tutela della spiaggia libera. Sebbene la delibera preveda un limite massimo di dodici metri lineari per ciascuna concessione, secondo Città Più manca l’indicazione di una distanza minima tra un’area concessa e l’altra. Una circostanza che, secondo il movimento, potrebbe determinare una significativa riduzione degli spazi destinati alla libera fruizione dei cittadini nei tratti di costa dove sono presenti più attività.

L’opposizione evidenzia poi la mancanza di chiarezza sui cosiddetti “servizi integrativi alla balneazione”. Nel comunicato si sottolinea come la delibera non specifichi cosa debba intendersi per “allestimenti amovibili”, né chiarisca se tali servizi saranno gratuiti o a pagamento. Da qui il timore che non sia possibile comprendere se le aree interessate resteranno effettivamente spiagge libere o possano trasformarsi, di fatto, in spazi assimilabili a stabilimenti balneari.

Sul piano politico, Città Più richiama le posizioni assunte dall’attuale maggioranza quando sedeva tra i banchi dell’opposizione. «Solo un anno fa – si legge nella nota – gli stessi amministratori chiedevano il ritiro del bando sulle spiagge pubbliche attrezzate, definendolo un passo verso la privatizzazione del litorale. Oggi, invece, approvano un atto che rischia di ridurre ulteriormente gli spazi di spiaggia libera».

Il movimento chiede quindi all’amministrazione comunale di spiegare cosa sia cambiato rispetto alle posizioni sostenute in passato e di chiarire le reali finalità del provvedimento.

«Su un bene pubblico come il mare – conclude Città Più – non possono esistere due verità: una quando si è all’opposizione e un’altra quando si governa». Per questo il movimento sollecita l’Amministrazione a fornire tutte le garanzie necessarie affinché siano tutelati la legalità, la trasparenza amministrativa, la concorrenza e il diritto dei cittadini a continuare a fruire liberamente delle spiagge di San Pietro in Bevagna.