Manduria, cantiere fermo e escavatore sprofondato: Arcangelo Durante (LPD) presenta esposto alla Corte dei Conti
Un cantiere bloccato da mesi, un escavatore sprofondato nel terreno e un centro storico paralizzato. È quanto denuncia Arcangelo Durante, commissario cittadino del movimento “La Puglia Domani”, in un esposto indirizzato alla Corte dei Conti – Sezione Regionale di Bari, con l’obiettivo di fare luce su una vicenda che sta suscitando crescente preoccupazione tra i residenti.
Il caso riguarda i lavori di rigenerazione urbana finanziati con fondi europei del PNRR per un importo di 5 milioni di euro. Il progetto, approvato dal Comune di Manduria, prevedeva il rifacimento di viale Mancini e la rifunzionalizzazione dell’ex mercato coperto, con la creazione di un parcheggio sotterraneo e la trasformazione dell’area in un centro culturale ed economico.
Nel corso dei primi interventi, però, si sono manifestate gravi criticità. Il 6 marzo 2025, il terreno dell’ex mercato coperto ha ceduto improvvisamente, inghiottendo un escavatore in movimento. Fortunatamente, l’operaio alla guida del mezzo non ha riportato danni fisici. Tuttavia, l’incidente ha confermato le perplessità espresse da diversi cittadini, che avevano segnalato il rischio di cedimenti del suolo.
Nel suo esposto, Durante accusa l’amministrazione comunale di “grave responsabilità” per aver avviato i lavori “senza preoccuparsi dei potenziali danni che sarebbero potuti insorgere”, nonostante le segnalazioni ricevute. “Nessuna cautela è stata approntata dal Comune”, scrive, sottolineando come il transito del pesante escavatore nell’area abbia aggravato la situazione.
Dopo l’incidente, il Comune ha sospeso i lavori e transennato l’intera zona, ma secondo Arcangelo Durante “l’incresciosa vicenda è caduta nel dimenticatoio”. A quasi cinque mesi dall’accaduto, l’escavatore è ancora bloccato nel terreno e l’area del centro storico continua a subire disagi alla circolazione e al decoro urbano.
Durante chiede alla Corte dei Conti di intervenire per accertare: le responsabilità legate allo sprofondamento del mezzo; le eventuali omissioni in materia di sicurezza; i costi pubblici per la rimozione dell’escavatore; le tempistiche per la ripresa dei lavori; ma soprattutto la trasparenza amministrativa nella gestione del progetto.
“La cittadinanza si chiede quando riprenderanno i lavori e quando verrà tirato fuori il pesante escavatore”, scrive Durante, allegando all’esposto una fotografia che documenta lo stato attuale del cantiere.

