Manduria. Anziano raggirato per anni: coppia ai domiciliari, sequestri per 2 milioni di euro

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– Avrebbero approfittato della fragilità di un anziano, arrivando a sottrargli un patrimonio milionario. È questa l’ipotesi alla base dell’operazione della Polizia di Stato che, questa mattina, ha eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di due coniugi, su disposizione del Gip del Tribunale di Taranto e su richiesta della Procura.

I due, l’ex finanziere 65enne Stefano Tarantino e la 58enne Antonia D’Ippolito, sono indagati, in concorso, per circonvenzione d’incapace, appropriazione indebita aggravata e indebito utilizzo di strumenti di pagamento. La donna dovrà rispondere anche di truffa aggravata ai danni di altri due anziani, parenti della prima vittima.

Contestualmente, è stato disposto il sequestro preventivo – finalizzato alla confisca – di beni e somme per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro: cinque immobili e due terreni tra Manduria, Maruggio e Avetrana, oltre a disponibilità finanziarie tra conti correnti, buoni fruttiferi e altri strumenti.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Taranto e condotte dalla Squadra Mobile con il supporto del Commissariato di Manduria, sono partite nel luglio 2023 dopo la denuncia di una nipote dell’anziano, deceduto pochi mesi prima all’età di 89 anni. Secondo l’accusa, l’uomo – affidato alle cure della donna dal 2019 – sarebbe stato progressivamente spossessato dei propri beni.

Gli investigatori hanno ricostruito una serie di operazioni: utilizzo indebito delle carte di pagamento per almeno 85mila euro, apertura di conti con deleghe sospette, estinzione di oltre 150 buoni fruttiferi per più di 1,2 milioni di euro e ulteriori rimborsi per circa 700mila euro. Parte del denaro sarebbe stata utilizzata per acquistare immobili o trasferita su conti riconducibili agli indagati.

Determinanti, ai fini dell’inchiesta, anche le consulenze tecniche: quella psichiatrico-forense ha evidenziato come l’anziano fosse già dal 2019 in condizioni di fragilità mentale, progressivamente aggravatesi, mentre una perizia grafologica ha rilevato firme sospette o non autentiche su alcuni documenti bancari.

Sulla base di questi elementi, il Gip ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza, disponendo la misura cautelare e il sequestro dei beni.

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.