Manduria: ““A MEZZA VOCE” si riconferma il Festival, per eccellenza, di Musica Antica

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Grande successo per la terza edizione del Festival di Musica Antica: “A mezza voce” si conferma, anche per l’anno nuovo, quale momento di condivisione per la comunità manduriana che non ha esitato ad occupare i banchi della Chiesa dell’Immacolata, luogo di culto storico per la città.

Il Festival, che rientra nell’ambito della Rassegna Chiese d’Incanto, fortemente voluta negli anni precedenti dall’Amministrazione Pecoraro e riconfermata quest’anno dall’Assessorato alla Cultura, nella persona del vicesindaco Michele Matino, in collaborazione con Popularia Odv e Roberto Dostuni, ha offerto al pubblico, nelle serate del 2-3-4 gennaio ’26, un repertorio di composizioni di raffinato livello, destinatario dell’attenzione di un pubblico incantato.

Il direttore artistico del Festival, Gabriele Natilla di Orfeo Futuro, si dice “entusiasta e particolarmente soddisfatto della riuscita del festival e del calore della comunità manduriana che ha dimostrato fedeltà assoluta ad un appuntamento che, rinnovandosi nel periodo natalizio, ne rafforza il senso di comunità. Ed è proprio quel ‘a mezza voce’, che regala al festival un’atmosfera discreta, pulita, grata ad un’armonia musicale che produce melodia e non rumore. Un sussurro di note accompagnate da violini, tiorba, arciliuto, clavicembalo e viola di gamba”. Tre serate, ognuna con temi centrali, divinamente espressi da professionisti di livello internazionale. Il “Ti amo alla follia”, messo in scena dal controtenore Alessandro Giangrande, ha catalizzato l’attenzione del pubblico non solo per la sua bravura, espressività fisica e mimica facciale, ma anche per la capacità dello stesso Giangrande di condurre l’ascoltatore nel cuore della storia che avvicendava la sua istrionica rappresentazione. “Attraverso lo specchio” vede, nella seconda serata, l’eclettica soprano Maddalena De Biasi, interpretare brani di musica tradizionale e musica d’autore, dimostrando un talento senza eguali. Il “Dolcissimo sospiro”, il tema della terza serata, rappresenta il momento esatto in cui il < soffio creatore dell’opera della musica italiana> conduce al  rinnovamento e ad un nuovo modo di concepire il rapporto testo-musica, prediligendo la Seconda Pratica, modalità con la quale la parola e l’espressività del testo, prevalgono sull’importanza della musica e ne dettano, appunto, l’armonia stessa. Con Angelica Disanto, soprano dalla espressività ricercata, il pubblico ha confermato interesse ed attenzione.

La presenza costante di Adria Mortari, nelle tre serate, ha donato al Festival momenti di pura teatralità, condotti con eccellente maestrìa dalla stessa attrice che, come in un gioco tra le parti, ha recitato testi originali.

L’ensamble Orfeo Futuro, rappresentato per l’occasione da musicisti di alto livello, ha consegnato all’udito dei presenti, composizioni del Seicento italiano, del Rinascimento nostrano sino ad arrivare al Primo Barocco. Consolidata e ricca di testi, risulta l’eredità italiana anche in fatto di musica, che si attesta così vera culla di produzioni musicali tanto nobili quanto generose: da Coya a Falconiero a Caprioli, passando per Monteverdi, Verdelot, Vivaldi, Porpora…ed altri.

Introdotto dal priore e vice priore della Chiesa dell’Immacolata, Vincenzo Baldari e Roberto Stano, il Festival ha rappresentato tutto ciò che una comunità può vivere e desiderare: condivisione, armonia e bellezza.

Francesca Rita Nardelli 

Photo credit Davide Marrone per Orfeo Futuro