Maltempo in Puglia: nello stesso inverno gelo, nubifragi e mimose già in fiore

Condividi

Gelo improvviso e nubifragi violenti convivono con mimose già in fiore: è il paradosso climatico che sta caratterizzando l’inverno in Puglia, dove si registra una vera e propria “trappola delle false primavere” dopo un autunno insolitamente mite. A denunciarlo è Coldiretti Puglia, che segnala una situazione sempre più critica per l’agricoltura regionale, con 71 eventi meteorologici estremi registrati nell’ultimo anno.

Nel Brindisino il maltempo ha provocato campi allagati e danni alle colture e alle semine, una situazione aggravata – secondo Coldiretti – dalla mancata pulizia di fossi, reti e canali di scolo dei consorzi di bonifica. In molte aree agricole, i terreni si sono trasformati in veri e propri bacini d’acqua, mentre allo stesso tempo alberi e piante già in fiore restano esposti al rischio di gelate improvvise.

Un cortocircuito climatico evidente anche nella fioritura anticipata delle mimose, già sbocciate a dicembre con largo anticipo rispetto alla tradizionale raccolta in vista dell’8 marzo. Una condizione che rende le colture particolarmente vulnerabili agli sbalzi termici.

Secondo Coldiretti Puglia, la manutenzione dei canali di bonifica e la gestione delle infrastrutture idriche non possono essere considerate un optional, ma rappresentano attività indispensabili per la tutela del territorio agricolo. «È necessario intervenire con urgenza sulle opere di bonifica – sottolinea l’organizzazione – evitando di scaricare ulteriori oneri sui consorziati e avviando finalmente interventi concreti di manutenzione ordinaria e straordinaria».

I dati climatici confermano un andamento anomalo: a novembre la temperatura media massima in Puglia è stata di circa 18,6°C, mentre a dicembre ha raggiunto i 16,1°C, valori superiori alle medie storiche. Un inverno più mite del normale che, però, non esclude ondate di gelo improvvise, capaci di danneggiare le coltivazioni invernali come cavoli, verze, cicorie e broccoli. Se le temperature scendono rapidamente o le gelate si protraggono nel tempo, anche le colture più resistenti subiscono danni significativi.

A tutto questo si aggiunge il forte aumento dei costi di produzione, con rincari fino al 50% per le operazioni colturali. Un peso che grava su un settore già impegnato a promuovere l’uso razionale dell’acqua, sistemi di irrigazione a basso impatto e colture meno idro-esigenti. «L’acqua resta però una risorsa essenziale – evidenzia Coldiretti – senza la quale è a rischio la sopravvivenza del territorio, la produzione di cibo e la competitività dell’intero comparto agroalimentare».

L’agricoltura, ricordano da Coldiretti, è il settore che più di tutti subisce quotidianamente gli effetti dei cambiamenti climatici, ma è anche quello maggiormente impegnato nel contrastarli.

Di fronte alla tropicalizzazione del clima, diventa fondamentale raccogliere e conservare l’acqua nei periodi più piovosi per poterla utilizzare nei momenti di emergenza. Per questo Coldiretti Puglia chiede interventi strutturali mirati: dalla manutenzione delle reti esistenti al potenziamento degli invasi, fino alla creazione di nuovi bacini e al recupero delle ex cave come riserve per la raccolta delle acque piovane.