Liste d’attesa in sanità: via al piano straordinario della Regione Puglia. Più visite, esami e interventi entro giugno
Arriva il primo intervento concreto per ridurre le liste d’attesa nella sanità pugliese. La Giunta regionale ha approvato la delibera sui piani sperimentali di recupero delle prestazioni sanitarie prenotate oltre i tempi massimi previsti, con l’obiettivo di accelerare visite, esami e interventi chirurgici nelle Asl pugliesi.
Il piano, che partirà da lunedì 2 febbraio e sarà attivo fino al 30 giugno 2026, prevede il recupero complessivo di 124.320 prestazioni sanitarie, tra specialistica ambulatoriale, ricoveri e day service, grazie a un finanziamento regionale di 15 milioni di euro.
Cosa cambia per i cittadini
Nei prossimi mesi molti cittadini saranno contattati direttamente dalle Asl: chi è in lista d’attesa riceverà una chiamata o una comunicazione per confermare la necessità della prestazione, anticipare l’appuntamento o rinunciare se non più necessario. Un’operazione di “recall attivo” pensata per snellire le liste e dare priorità a chi ha davvero bisogno di cure.
Sono previste inoltre:
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aperture straordinarie degli ambulatori, anche la sera e nei giorni festivi;
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orari di assistenza estesi fino a 12 ore al giorno;
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sedute operatorie aggiuntive per gli interventi programmati.
Particolare attenzione sarà riservata ai pazienti oncologici, fragili e alle prestazioni urgenti, con priorità alle visite con codice U (urgente), B (breve) e ai ricoveri in classe A.
I numeri Asl per Asl
Il piano assegna a ciascuna azienda sanitaria un obiettivo preciso. Le prestazioni da recuperare saranno, tra le altre:
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44mila per la Asl Bari,
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20.220 per la Asl BT,
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10mila per la Asl Lecce,
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8mila per la Asl Taranto,
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7mila per la Asl Brindisi,
oltre ai target previsti per Policlinici e IRCCS.
Decaro e Pentassuglia: “Impegno con i cittadini”
«I piani sono sperimentali ma ambiziosi – ha dichiarato il presidente della Regione Antonio Decaro –. Da questo momento siamo tutti impegnati a mantenere l’impegno preso con i cittadini, chiedendo uno sforzo agli operatori sanitari per rafforzare fiducia e tutela della salute».
Sulla stessa linea l’assessore alla Salute Donato Pentassuglia: «Non azzereremo le liste in pochi mesi, ma vogliamo dare un’accelerazione concreta al sistema, migliorando efficienza, tempestività e appropriatezza delle cure».
Un primo passo, non la soluzione definitiva
La Regione chiarisce che si tratta di un piano sperimentale, che non risolverà tutte le criticità, ma servirà a costruire il nuovo Piano regionale di gestione delle liste d’attesa, basato su dati reali e monitoraggi mensili. Ogni Asl dovrà rendicontare i risultati, valutando anche le rinunce e le prescrizioni inappropriate.
Per i cittadini pugliesi, intanto, il segnale è chiaro: nei prossimi mesi visite, esami e interventi potrebbero arrivare prima, con un sistema sanitario chiamato a dare risposte più rapide a un problema da tempo molto sentito.

