L’ex presidente Spadavecchia: “Serve chiarezza, il Manduria rischia di scomparire in silenzio”

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Più di un messaggio alla cittadinanza, un appello ai tifosi e alla nuova società sul futuro del calcio biancoverde che vive ore di apprensione per via dell’ultimo comunicato pubblicato dai calciatori. “Dove stanno le persone che parlavano di matricola 100, la gente sa quali sono i rischi adesso? Non conosciamo le garanzie della nuova società, nessuno parla alla comunità…” – [Foto di Giorgia Cannella]

E’ uno dei momenti più incerti della storia del Manduria Calcio, nonostante il passaggio di consegne da Vinci a Di Maggio non ci sono ancora informazioni sulla programmazione della squadra. La pesante situazione debitoria ereditata della precedente gestione rappresenta un bel fardello da sistemare entro le scadenze. Il 30 giugno (domani) si chiude ufficialmente la stagione sportiva 2023-2024 e buona parte dei giocatori vantano una serie di arretrati: seconda la nota diramata da staff e calciatori, gli ultimi compensi sono datati febbraio 2024.

In questi giorni la nuova società ha intrapreso una vera e propria battaglia via Pec per lo stadio comunale. Il sindaco ha firmato il nulla osta, ma il neo presidente Di Maggio continua a chiedere la concessione dell’impianto a 300 euro mensili, la stessa tariffa della precedente gestione.

Ai microfoni di Rtm ha parlato Giuseppe Spadavecchia, storico magazziniere del Manduria ed ex presidente biancoverde. “Serve chiarezza da parte di tutti, il Manduria non può essere oggetto di ripicche personali. Perché nessuno si espone sulle vicende importanti? Rischiamo di scomparire nel silenzio generale. Anche il tifoso sembra aver perso le speranze e la voglia di informarsi. Sono giorni che mi chiedo: dove stanno le persone che parlavano di matricola 100, la gente sa quali sono i rischi adesso? Non conosciamo le garanzie della nuova società, nessuno parla alla comunità di risoluzione di problemi. Per chiarezza e trasparenza, bastava consegnare il titolo nelle mani del sindaco per permettere al primo cittadino di fare le valutazioni migliori per la città. Invece siamo al 29 giugno e non ci stiamo rendendo conto della gravità della situazione”.

Mario Lorenzo Passiatore