Lavoro sommerso nel Tarantino: la Guardia di Finanza scopre 28 posizioni irregolari

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Un’operazione mirata della Guardia di Finanza di Taranto ha portato alla luce un preoccupante quadro di irregolarità nel mondo del lavoro.

Nell’ambito dell’attività di controllo economico del territorio, le Fiamme Gialle hanno individuato ben 21 lavoratori completamente “in nero” e 7 impiegati in condizioni contrattuali difformi, ovvero formalmente regolari ma con retribuzioni e condizioni lavorative non conformi ai contratti stipulati.

L’indagine, frutto di un’attività info-investigativa autonoma, ha interessato diversi comuni della provincia: Taranto, Ginosa, Martina Franca, Massafra, Montemesola, Lizzano, Sava, Manduria e Maruggio. I controlli hanno coinvolto una vasta gamma di settori commerciali, tra cui imprese edili, aziende agricole, ristoranti, macellerie, pescherie e autolavaggi, evidenziando come il fenomeno del lavoro sommerso sia trasversale e diffuso.

A seguito delle verifiche, cinque datori di lavoro sono stati segnalati all’Ispettorato Territoriale competente per l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività commerciale, in quanto responsabili dell’impiego di manodopera non dichiarata.

La Guardia di Finanza ribadisce il proprio impegno nel contrasto all’economia sommersa, un fenomeno che danneggia gravemente il sistema economico nazionale: sottrae risorse all’Erario, espone i lavoratori a situazioni di sfruttamento e altera la concorrenza tra imprese, penalizzando quelle che operano nel rispetto della legge.

Questa operazione rappresenta un ulteriore tassello nella lotta contro le irregolarità nel mondo del lavoro, a tutela dei diritti dei lavoratori e della legalità economica del territorio.